Comunicazioni sociali: Weca, ieri l’incontro “Comunicazione politica e opinione pubblica”

Ieri pomeriggio, in occasione della terza diretta web del percorso “Comunicazione e Misericordia”, Paolo Mancini sociologo dell’Università di Perugia ha delineato, a partire dalle parole che Papa Francesco ha rivolto per la 50° Giornata Mondiale per le Comunicazioni Sociali, il rapporto tra “Comunicazione politica e opinione pubblica”. “La politica presuppone sempre degli interessi – ha notato Mancini interpellato dal giornalista di TV2000 Fabio Bolzetta – e dentro la questione dei migranti vi sono sia gli interessi dei migranti stessi che quelli dei governi che devono gestirne il flusso. Purtroppo, di fronte a questo flusso, molti governi europei hanno assunto una posizione di egoismo e di chiusura”. La visita a Lesbo di Papa Francesco si contrappone a tali logiche: “Non farà piacere a tutti quei governi con una difesa quasi estrema degli interessi nazionali a fronte di interessi più generali. Il discorso di misericordia che fa il Papa non può non scontrarsi con quelle policy che si basano esclusivamente sugli interessi di parte: quella del Papa a Lesbo è dunque una visita politica, che vuole dire all’Europa che quello che si sta facendo non è sufficiente, o è addirittura sbagliato”.

Nel suo messaggio per la 50° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali il Papa invita la politica a ripulire il suo linguaggio da ciò che alimenta le fiamme della sfiducia e delle paure. Una sfida ardua ha sottolineato Mancini: “Soprattutto nel nostro Paese la politica tende ad esasperare i toni: non solo costruisce muri, ma fa sì che questi muri siano pieni di pezzi di vetro in modo che non si possa passare dall’altra parte”. La ricerca di una sintesi comune passa attraverso la misericordia che “può contribuire a far avvicinare le parti, facilitando il raggiungimento di un accordo attraverso un processo di negoziazione”. Mancini ha ripercorso la storia della politica italiana come una lunga cavalcata di contrapposizioni estreme: “Una buona dose di misericordia potrebbe aiutare a superare questa polarizzazione. Purtroppo nel nostro Paese la spinta alla ricerca dell’interesse generale e del bene comune è molto più debole che all’estero”. Il dialogo si è chiuso con una ricognizione sul presente – e sul futuro – dei cattolici in politica: “Le tante fratture che oggi ci sono nella società fanno sì che non ci siano più solo due interessi che si contrappongono. Un partito cattolico non è più possibile, ma è possibile un impegno dei cattolici in tutti quei gruppi che rappresentano culture e interessi settoriali. Da qui passa il futuro dei cattolici nella politica italiana”.

Il quarto appuntamento del percorso “Comunicazione e Misericordia”, voluto dall’Ufficio nazionale per le comunicazioni sociali della Cei e dall’associazione WebCattolici italiani, proseguirà l’analisi del messaggio di Papa Francesco per la 50° Giornata mondiale per le comunicazioni sociali mercoledì 20 aprile alle 18.30 sul sito www.chiesacattolica.it/gmcs2016 e su www.webcattolici.it . Con Luigi Ceccarini dell’università di Urbino,  si parlerà di “Cittadinanza digitale: responsabilità e bene comune”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Mondo