Papa Francesco a Lesbo: Caritas Hellas collabora con Apostoli, organizzazione caritativa ortodossa

La Caritas Hellas – in occasione della visita del Papa a Lesbo il 16 aprile, insieme al patriarca Bartolomeo I e il primate della Chiesa ortodossa di Grecia l’arcivescovo Ieronimus II – ha accettato questo mese di collaborare più strettamente con Apostoli, il braccio caritatevole della Chiesa ortodossa di Atene. “Insieme potremo aiutare di più i rifugiati e i migranti”, ha spiegato Maristella Tsamatropoulou, responsabile della comunicazione alla Caritas Hellas, “e nello stesso tempo rafforzare le relazioni tra le due Chiese”. La Caritas Hellas – sostenuta dalla Caritas Svizzera – ha aperto un albergo per rifugiati e immigrati a Lesbo, con 220 posti letto e 88 camere. L’albergo è riservato alle persone più vulnerabili, come donne in gravidanza, e collabora con un ospedale locale, con medici di guardia 24 ore su 24. Tutti i rifugiati e migranti residenti nell’albergo sono inseriti in programmi di reinsediamento o di ricongiungimento familiare oppure sono casi di richiedenti asilo. Sono in attesa di essere trasferiti ad Atene. In Grecia sulle isole, ad Atene e al confine con l’ex Repubblica iugoslava di Macedonia, la Caritas ha fornito cibo a 80.000 persone, beni di prima necessità a 78.000, servizi d’igiene a 40.000, informazioni a 2.200 e consulenza a 1.000.

“I rifugiati e migranti sono entusiasti della visita di Papa Francesco. Stanno preparando mazzi di fiori e vogliono incontrarlo – ha detto Tonia Patrikiadou, responsabile in loco della Caritas Hellas, incaricata della gestione dell’albergo della Caritas a Lesbo -. La visita del Papa è un simbolo di speranza e di solidarietà per i rifugiati. È un segno che il mondo non li ha dimenticati e che c’è la possibilità di un aiuto”.  Oltre un milione di persone hanno attraversato la Grecia lo scorso anno e 150.000 nel 2016, quasi la metà sono arrivate a Lesbo. La maggior parte fuggivano da guerre e povertà. Più del 55 per cento sono donne e bambini.
“La visita papale – commenta in una nota Caritas internationalis, che sarà presente a Lesbo con alcuni rappresentanti – avviene in un momento difficile per i rifugiati poiché questo mese, come previsto da un piano controverso, l’Unione europea ha iniziato a rimandare i nuovi arrivati nella vicina Turchia. Il principale campo per rifugiati e immigrati è ora un ‘centro chiuso’, il che significa che i rifugiati e gli immigrati non sono autorizzati ad andarsene”.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Chiesa