Opere di misericordia: don Nicolini (Carcere di Dozza), un libro su “Visitare i carcerati”

Sottostare a discipline rigide e vedersi privati della libertà sono solo due degli aspetti più dolorosi della realtà problematica del carcere. Tuttavia, sebbene “condannati” e colpevoli di fronte alla legge, agli occhi di Dio i carcerati e le carcerate non sono altro che nostri fratelli e sorelle. Questo il cuore del nuovo libro di Giovanni Nicolini “Visitare i carcerati. La misericordia libera più di ogni pena” (Editrice Missionaria Italiana, in libreria da questa settimana), nuova uscita della collana “Fare misericordia” dedicata alle opere di misericordia e predisposta per l’Anno giubilare. Prete di strada tra i più noti in Italia, Nicolini da anni opera come cappellano nel carcere della Dozza di Bologna. Secondo l’autore, “i detenuti non devono essere giudicati sulla base di loro una condizione intrinseca di cattiveria o di malevolenza; in realtà sono solo più poveri d’amore, ‘meno amati’ di coloro che ancora godono della loro libertà”. È in quest’ottica che va contestualizzata l’opera di misericordia della “visita ai carcerati”, atto d’amore disinteressato però spesso lasciato all’iniziativa dei familiari e di pochi volontari, a cui Nicolini esprime gratitudine per l’operato che svolgono. Anche noi, conclude, “siamo peccatori come loro, seppur non condannati, ‘e quindi conosciamo il travaglio, la fatica, la rabbia e, talvolta, per grazia di Dio, il pentimento'”.

 

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