Monsignor Galantino: “dialogo è l’unica parola che può far crescere persona, famiglia e società”

“Dialogo è l’unica parola che può far crescere la persona, la famiglia, la società. In questo momento, ciò che ci sta mancando è la capacità di entrare in dialogo con l’altro”. Lo ha affermato ieri sera il segretario generale della Cei, monsignor Nunzio Galantino, intervenendo alla trasmissione “Revolution – Pregate per me” in onda su Tv2000. Sollecitato dalle domande della conduttrice Arianna Ciampoli e dai giovani presenti in studio, mons. Galantino ha sottolineato che “dialogo significa disponibilità a ascoltare e accogliere l’altro”. “Ci sono alcuni che hanno paura del dialogo”, ha aggiunto, e riferendosi a chi tempo fa l’ha accusato di voler distruggere tutto perché aveva parlato del confronto con tutti, ha evidenziato che “può dialogare seriamente chi ha una forte consapevolezza della sua identità, senza arroganza però”. Secondo il segretario generale della Cei, “c’è grande tensione tra il cristianesimo e una fascia dell’islam fondamentalista”. Non è “un contrasto tra religioni, ma un drammatico scontro tra coloro i quali non vogliono il dialogo, non accettano la differenza e quello che don Tonino Bello chiamava la ‘sinfonia della differenze’ e intendono omologare tutto”. “Chi prova paura – ha proseguito – non è automaticamente un vigliacco. Per certi versi la paura è la cifra della nostra umanità. Terribile è quando diventa la chiave di lettura delle relazioni”. “La ragionevolezza, l’esperienza, la vicinanza degli altri ci aiutano a superare la paura”, ha osservato, aggiungendo che “non è un segno di debolezza assoluta, l’importante è non rimanere schiacciati dalla paura”. Per mons. Galantino, in passato professore di antropologia, “la categoria della relazione è fondamentale” perché “entrare in relazione con le persone per me significa comunque crescere”. Inoltre “entrare in relazione seriamente significa farlo anche e soprattutto con chi non la pensa come te”. Il segretario generale della Cei ha parlato anche del “dialogo a distanza” con Dario Fo e ha espresso “curiosità e attenzione” nei confronti dell’incontro che il 3 maggio al Teatro Eliseo di Roma lo vedrà protagonista con Eugenio Scalfari di un dialogo condotto da Lucia Annunziata. “Voglio viverlo – ha rivelato – non come uno spettacolo ma davvero come un confronto pubblico”. “Confrontarsi pubblicamente è bello se non sia ha da nascondere niente di sé. Importante è avere questa libertà di raccontarsi”.

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