Monsignor Galantino: a convegno Irc, “di fronte a complessità del mondo, c’è chi preferisce percorrere le tangenziali”

“La Chiesa è invitata a non essere navigatrice solitaria in questa società” ha detto monsignor Nunzio Galantino, segretario generale della Cei, intervenendo all’ultima giornata del convegno nazionale degli Uffici diocesani scuola, Irc, università, in corso a Salerno. “È molto più facile continuare ad avere la propria lingua, i propri vestiti – ha spiegato mons. Galantino -, così, di fronte alla complessità del mondo, nei nostri ambienti spesso si preferisce percorrere le tangenziali per non mischiarsi nel traffico delle strade, in cui c’è di tutto. E questa è una tentazione che c’è in alcuni ambiti della nostra vita ecclesiale, come c’è chi pensa di risolvere le cose usando il latino, spesso non avendolo nemmeno studiato”. “A fronte della complessità che fa parte della storia che il Signore mette davanti a noi – ha proseguito il segretario generale -, c’è chi sceglie la semplificazione. Ma certi modi di parlare, di vestirsi, sono solo modi per non incarnarsi”. Mons. Galantino ha quindi ricordato l’esempio di Cristo che “per non perdere nulla di quello che gli era stato affidato è andato fino in fondo: l’adultera, il paralitico, Giuda…”. “È questa la nostra storia, noi qui dobbiamo stare – ha concluso – e su questo si fonda la necessità del dialogo. La migliore risposta alla conflittualità umana dell’homo homini lupus di Hobbes è l’Ecce homo di Gesù che non recrimina, ma accoglie e salva”.

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