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Migrazioni: Tusk (Ue), “accordo con Turchia non è perfetto, dipende da come lo si applica”. “Ora solidarietà a Italia e Malta”

Donald Tusk

(Strasburgo) “L’accordo con la Turchia non è certo perfetto”, ma “in politica si cercano soluzioni praticabili per rispondere ai problemi, non soluzioni ideali”. Donald Tusk, presidente del Consiglio europeo, chiarisce, dalla sede dell’Europarlamento, a Strasburgo, la sua visione del problema-migrazioni. Non nasconde le sue stesse perplessità sul patto siglato il 18 marzo con Ankara per il ritorno dei “migranti irregolari” nell’Ue secondo il principio “dell’uno per uno” (per ogni migrante rimandato dalla Grecia alla Turchia, un profugo siriano ricollocato nell’Ue), comprendente fondi (3 miliardi ora, altri 3 entro il 2018) al governo turco per un’accoglienza dignitosa dei rifugiati. “A gennaio – aggiunge Tusk – avevo affermato qui che avevamo a disposzione solo due mesi per intervenire e per salvare Schengen. Ci siamo mossi in tre direzioni: controllo delle frontiere, aiuti massicci alla Grecia per l’assistenza dei rifugiati, rinvio dei migranti irregolari al luogo di partenza, la Turchia”. Ma “questo non basta”: se l’accordo non è il migliore possibile, “tutto dipende da come lo si applica”. Tusk aggiunge: “Dopo la chiusura della rotta balcanica” occorre tornare a guardare “alla rotta del Mediterraneo centrale. Occorre prepararsi a mostrare solidarietà a Italia e Malta”.

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