Terra Santa: vescovi cattolici, “gli itinerari dei pellegrini sono sicuri e senza pericolo”

“I pellegrinaggi registrati sono diminuiti in modo evidente, ma i pellegrini hanno origini e andamenti più vari e continuativi. Nonostante l’attuale ondata di violenza, gli itinerari dei pellegrini sono sicuri e senza pericolo”. È quanto ha ribadito l’Assemblea degli ordinari cattolici di Terra Santa che si è riunita il 15 e il 16 marzo ad Amman, in Giordania, con la partecipazione dei Nunzi apostolici in Giordania-Iraq e a Gerusalemme. A darne notizia, oggi, è il Patriarcato latino di Gerusalemme. Quello dei pellegrinaggi non è l’unico tema discusso dai vescovi. Il Nunzio e delegato apostolico di Gerusalemme, monsignor Giuseppe Lanzarotto, nel corso dell’Assemblea, ha presentato il documento finale dell’accordo bilaterale tra la Santa sede e la Palestina: “questo documento, che è già in vigore, concede alla Chiesa la libertà di compiere il proprio lavoro pastorale all’interno di una relazione armoniosa con il governo palestinese”. “Un accordo di questo tipo – ha sottolineato mons. Lazzarotto – è un modello che potrà essere imitato in altri paesi arabi. Inoltre è prevista prossimamente la ripresa dei negoziati per gli accordi bilaterali con Israele”. Nel suo intervento monsignor William Shomali, vescovo ausiliario del Patriarcato latino di Gerusalemme, ha presentato un rapporto in merito alla Giornata mondiale della gioventù, che si terrà a Cracovia a luglio prossimo: saranno più di 700 i giovani provenienti da Giordania, Palestina, Israele e Cipro che parteciperanno all’evento. Alla fine della riunione, i vescovi hanno visitato il “Ristorante della Misericordia”, fondato dalla Caritas di Giordania ad Amman in occasione dell’Anno santo, e hanno condiviso il pasto con circa 50 bisognosi. Questo ristorante, destinato all’aiuto dei più poveri, nutre gratuitamente più di 500 persone al giorno. I vescovi hanno potuto incontrare un certo numero di rifugiati, che hanno espresso la loro riconoscenza verso la Caritas e verso “tutto il lavoro compiuto in favore di coloro che, per motivi diversi, hanno perso la propria casa”.

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