Pedopornografia: don Di Noto (Meter), 10milioni di minori. “Emergenza sociale globale” che richiede “sforzo comune”

Dieci milioni di minori nel mondo segnati dalla pedopornografia: ridotti a schiavi sessuale, “dato che la pedofilia e la pedopornografia è stata definita una nuova forma di schiavitù”. Ad affermarlo è don Fortunato Di Noto, fondatore e presidente di Meter, che lo scorso 15 marzo ha presentato il Report 2015. Richiamando i principali dati –  1.180.909 foto e 76.200 video (nel 2015) segnalati, 125.000 siti pedopornografici (dal 2003 ad oggi) denunciati, 9.872 solo nel 2015 di cui 70 nel deep web con specifici riferimenti italiani (esclusi quelli stranieri), 3.414 comunità e social network, 928 consulenze telefoniche, 73 casi seguiti al Centro di ascolto e accoglienza, 56 chat monitorate – don Di Noto parla di “emergenza sociale”, non solo di numeri, ma “veri e propri abusi sull’infanzia” che richiedono “uno sforzo e un intervento comune”. Di Noto cita il gran numero di operazioni effettuate dalle forze dell’ordine -“anche dopo le nostre segnalazioni -, che dimostrano la gravità del fenomeno e la sua emergenza sociale e globale”: arresti, indagati, sequestri di materiale pedopornografico,  e le  interrogazioni parlamentari secondo le quale l’Interpol ha un database di 500mila e più immagini, che riguardano 20-30mila bambini e adolescenti singoli. Di questi, nel 2008 ne sono stati identificati 900. “Gli altri 29mila – si chiede – sono stati identificati?”. Inequivocabili ed “estremamente duri” i video che “mostrano aggressioni sessuali contro bambini”, spesso ripetitivi e di nuova produzione, “collezionati in pacchetti che vengono diffusi e allocati in tantissimi server di diversi stati come dimostra il Report Meter”. “Pochissimi di quei milioni di bambini sono stati individuati e hanno avuto giustizia. Quale è stato il loro futuro, la loro vita? Cosa dobbiamo fare ancora – conclude don Di Noto – per far emergere questa drammatica emergenza?”.

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