Obama a Cuba: mons. Pérez (vescovi cubani), “aspettiamo di vedere cosa significherà per il nostro popolo”

“Siamo impegnati nelle celebrazioni per la Settimana Santa e continuiamo serenamente il nostro consueto cammino. Non credo ci saranno grandi cambiamenti per la Chiesa cubana, bisognerà vedere cosa significherà la visita per tutto il nostro popolo”. Così mons. José Félix Pérez Riera, segretario aggiunto e portavoce della Conferenza episcopale di Cuba, commenta la storica visita del presidente degli Stati Uniti Barack Obama, che ieri ha fatto una passeggiata all’Avana vecchia, compresa la cattedrale, accolto dal cardinale Jaime Ortega. “Ma è stato un giro turistico, non hanno parlato di altro”, precisa mons. Perez: “La Conferenza episcopale cubana non si è pronunciata con una nota ufficiale sulla visita di Obama né lo farà”. “C’è una atmosfera di aspettativa per capire cosa significherà questa visita per il popolo cubano – afferma -. Bisogna sempre sperare, anche quando non c’è alcun segnale che faccia pensare a cambiamenti importanti”.

“La Chiesa cubana – dice – sta vivendo la sua Settimana Santa normalmente, secondo il significato di questi giorni santi. La notte del giovedì santo e il venerdì mattina molti visitano i sepolcri. I momenti più significativi, perché hanno un valore pubblico, sono le processioni del venerdì santo, con la Via Crucis nelle strade in quasi tutte le diocesi del Paese”.

Obama è il primo presidente americano a toccare il suolo cubano dopo 88 anni. Oggi è prevista una cerimonia ufficiale di benvenuto con il presidente cubano Raoul Castro alle 11 del mattino (ore 16 in Italia), e la storica foto dei due presidenti nel Palacio de la Revolucion. Alle 11.30 inizieranno i colloqui ristretti tra i due leader, poi si aggiungeranno le delegazioni e alle 13.50 è previssta la conferenza stampa congiunta. In serata Castro riceverà Obama insieme alla first lady Michelle per la cena di Stato in loro onore.


 

 

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