L’Aquila: Fiasco (Alea), “Aquilani non da stigmatizzare, dipendenza da gioco è nazionale”

La crescita nella provincia aquilana della diffusione e della dipendenza da gioco d’azzardo, secondo Maurizio Fiasco, sociologo e presidente dell’Alea, Associazione per lo studio del gioco d’azzardo e dei comportamenti a rischio, dovrebbe generare un allarme. In base ai dati illustrati oggi in una conferenza stampa a Roma, organizzata dalla Scuola internazionale “Etica & Sicurezza” de L’Aquila, la spesa po-capite è passata da un valore di 780 euro nel 2007 ai 1335 del 2012. “Sono dati questi controintuitivi – ha affermato il sociologo – perché di fronte alla tragedia ci aspetteremmo un risparmio e una restrizione delle spese in questo settore. Ma nella città troviamo delle spiegazioni”. In primo luogo, ha chiarito “la perdita degli spazi, testimoni della memoria, che dopo la catastrofe del terremoto non sono stati ricostruiti. La resilienza della popolazione, inoltre, è stata arrestata con progetti di ricostruzione mai attuati e soluzioni dannose come le famose New Town”. Secondo il sociologo “gli aquilani non vanno stigmatizzati”, perché “il fenomeno della dipendenza da gioco è nazionale”. “Si tratta di una sorta di narcosi – ha osservato – perché il moderno gioco industrializzato di massa pretende di ricevere una grande quantità di tempo dal giocatore per contabilizzazione la perdita di reddito. È basato infatti su una reiterazione delle gratificazioni che nell’arco della giornata spingono l’individuo a giocare nuovamente”.

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