Giornata vittime della mafia: don Ciotti (Libera) a magistrati, sindaci, forze dell’ordine, “non vi lasceremo soli”

“Non sono libere le persone vittime della povertà, dell’insicurezza, del bisogno di beni primari. Non è libero chi è costretto a fare i conti con i ricatti delle mafie, con il lavoro nero; non sono libere le donne vittime della tratta e costrette a prostituirsi; non è libero chi è schiacciato dalle guerre, chi è costretto a fuggire dalla propria terra, chi non si vede riconosciuto nella sua dignità e nei suoi diritti”. Intervenendo a Messina alla Giornata della memoria e dell’impegno in ricordo delle vittime innocenti delle mafie, don Luigi Ciotti ha affrontato numerosi argomenti, dalla lotta alla mafia all’educazione giovanile, dall’inclusione sociale alle migrazioni: a questo proposito ha affermato che “l’accordo tra Ue e Turchia è davvero umiliante, frutto dell’ipocrita distinzione tra profugo di guerra e migrante economico”. Ha più volte richiamato il dettato costituzionale sull’uguaglianza tra i cittadini, ha citato il problema delle trivellazioni (sul quale si terrà ad aprile un referendum nazionale). Ha rivolto un pensiero ai ragazzi morti nell’incidente stradale in Spagna, presenti nel Paese per un periodo Erasmus. Quindi ha lodato un parroco di Messina che sulla chiesa della sua comunità ha steso uno striscione con la scritta “Sì al Vangelo, no alla mafia”. Ha richiamato l’impegno di magistrati, forze dell’ordine, amministratori pubblici e giornalisti che lottano contro la mafia: “Non vi lasceremo soli”, ha affermato il sacerdote.

 

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia