Comunicazioni sociali: mons. Viganò (Santa Sede), “Cattolici e media, l’evoluzione da Pio XII al post-Concilio”

“Delineare l’evoluzione generale del rapporto tra i cattolici e gli strumenti delle comunicazioni sociali nei tre decenni seguenti alla seconda guerra mondiale”: era l’obiettivo della relazione affidata a mons. Dario Edoardo Viganò, Prefetto per la comunicazione della Santa Sede, intervenuto al convegno dal titolo “È la vita che vi afferra e vi trascina”, in calendario oggi e domani all’Università Cattolica di Milano e dedicato proprio al rapporto tra l’ateneo di largo Gemelli e la ricerca sui media dal dopoguerra agli anni ‘70. Un convegno internazionale con innumerevoli relatori, che si sviluppa attorno al profilo e alla storia, lunga mezzo secolo, della Scuola di comunicazioni sociali della stessa Cattolica. I tre decenni sotto la lente di ingrandimento del convegno sono “un lasso di tempo che, sullo sfondo dei grandi mutamenti intervenuti sullo scenario geopolitico, è caratterizzato da significative discontinuità”. “Negli anni ‘60 la sollecitazione giovannea per un ‘aggiornamento’ della relazione tra Chiesa e mondo produsse – ha spiegato Viganò – un cambio di strategia e un nuovo orientamento anche in riferimento al rapporto con il sistema comunicativo. Una svolta che maturò sul terreno di coltura del Concilio, ma che fu anche il frutto di processi di lungo periodo e di tendenze già ben visibili sotto il pontificato di Pio XII”.
Il relatore ha reso ragione “di questo percorso di confronto con i media, evidenziando i nuclei essenziali delle trasformazioni intervenute lungo tre decenni sia nel magistero che nella prassi ecclesiale e nel rapporto con i vari strumenti di comunicazione”. L’ultima parte è stata invece dedicata al ruolo avuto dall’Università Cattolica in questo “intenso processo evolutivo”. La relazione di mons. Viganò ha così attraversato il periodo dagli anni ’50 al lungo dopo-Concilio, con osservazioni relative al mondo dei media cattolici, alle loro esperienze “sul campo”, alle novità intervenute soprattutto dopo la “Inter mirifica”, “documento epocale che inaugura una nuova stagione nel rapporto della Chiesa con il mondo dei media”.
Fra i passaggi dell’intervento di Viganò alcuni sono stati dedicati, ad esempio, alla nascita della Pontificia Commissione delle comunicazioni sociali (1964), a quella della Fisc (Federazione dei settimanali cattolici diocesani, 1966), alla prima Giornata mondiale delle comunicazioni sociali (1967), alla fusione tra i giornali cattolici regionali L’Italia (Milano) e L’Avvenire d’Italia (Bologna), dando vita nel 1968 ad Avvenire “che si configura come la prima esperienza di quotidiano cattolico a diffusione nazionale”. E, ancora, le novità per stampa periodica, radio, cinema, agenzie di stampa (Sis), sale cinematofrafiche, tv… “L’Università Cattolica del Sacro Cuore e i Religious studies” è stato il tema dell’ultima parte dell’ampia relazione di Viganò, con un’attenzione specifica alla revisione dei modelli comunicativi e, in particolare, al consumo mediale.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Italia