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Caritas italiana: “Non mercanteggiare sulla pelle di tanti disperati in fuga”

“La crisi dei rifugiati è una cosa, l’adesione della Turchia all’Ue è tutt’altra e non si può mercanteggiare sulla pelle di tanti disperati in fuga”. Lo afferma oggi Caritas italiana in una nota ufficiale nella quale prende posizione sull’accordo tra Ue e Turchia per rimpatriare i profughi attualmente in Grecia. Nei fatti, osserva Caritas italiana, “l’Ue trasferendo miliardi di euro alla Turchia sta semplicemente pagando un servizio di controllo delle frontiere per il contenimento dei flussi verso l’Europa. Nel frattempo i migranti continuano a morire nei loro viaggi verso l’Europa”. L’altro aspetto che la Caritas giudica “discutibile” è l’esclusiva possibilità di godere della ricollocazione e del reinsediamento da parte dei siriani. “Gli eritrei, gli iracheni e tutti gli altri migranti oggi in Turchia che fine faranno?” si chiede: “Anche in questo caso il rischio è che l’esito sia quello di cercare rotte più pericolose mettendosi in mano ai trafficanti”.

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