Siria: p. Sale (La Civiltà Cattolica), la caduta di Aleppo rafforza “il potere di Assad e della sua cerchia”

Aleppo è divenuta in questi anni il simbolo della lotta dei ribelli siriani contro il governo di Assad. La sua caduta “è un colpo durissimo per l’opposizione, e politicamente significa il forte rafforzamento del potere del rais e della sua cerchia alevita”. Lo scrive padre Giovanni Sale sul numero in uscita de “La Civiltà Cattolica”. Nella sua analisi sulla guerra in Siria, il gesuita sottolinea, tra l’altro, il peso dell’intervento russo nel conflitto, nel settembre 2015, definendo il sostegno del Cremlino “determinante per Assad” e opportunità colta al volo da Vladimir Putin per “diventare così uno dei maggiori protagonisti della complicata politica mediorientale, da cui fino ad allora era stato tenuto fuori”. Quando i ribelli saranno definitivamente sconfitti e Aleppo sarà presa, per l’opinionista francese Bernard Guetta, citato da p. Sale, “la Russia la farà da padrone in Siria e potrà riavvicinarsi all’Iran, l’altro grande alleato di Assad e uno degli Stati più solidi della regione”, mentre il dittatore siriano dovrà ricostruire il Paese devastato dai bombardamenti e rialloggiare milioni di profughi e sfollati. Ciò significa, spiega p. Sale, “che molti siriani continueranno a vivere per parecchi anni nei campi profughi, dove crescerà una generazione avversa al regime, che potrebbe costituire un rilevante fattore di instabilità”. Il problema maggiore, però, “sarà quello politico-religioso, che è stato anche una delle cause della guerra civile: il Paese, dove esiste una schiacciante maggioranza sunnita (74%), continuerà a essere governato dalla minoranza sciita, cioè dagli alauiti”. Ciò non riporterà la pace in Siria, anzi potrebbe dare vita “ad altri conflitti altrettanto sanguinosi”.

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