Diocesi: mons. Oliverio (eparca Lungro), “educazione alla fede dei giovani” e “attenzione a famiglie, poveri, emarginati”

“Papa Francesco ha chiesto alla Chiesa di lasciarsi evangelizzare dai poveri, perché essi hanno molto da insegnarci. Quanti vivono in condizioni di bisogno, e spesso di emarginazione, sono un forte richiamo alla comunità cristiana affinché ciascun battezzato riscopra la carità come dimensione essenziale della vita”. È quanto scrive l’eparca di Lungro, monsignor Donato Oliverio, nella lettera pastorale “La Divina Parola fuoco che riscalda” per l’anno pastorale 2016-2017, diffusa oggi. Il vescovo guarda in modo particolare alle nuove generazioni verso le quali “la nostra Chiesa diocesana avverte maggiormente il debito di trasmettere la fede” nonostante la difficoltà di comunicare loro “i valori fondamentali dell’esistenza”. Forte l’attenzione al disagio minorile e alla dispersione scolastica. La priorità, spiega, è “custodire” e “valorizzare il dono della fede” facendo entrare nelle case la Parola di Dio. Di qui l’impegno dell’eparchia a una “grande distribuzione” della Bibbia nelle case. In questo anno la diocesi di Lungro mette al centro del proprio programma, sottolinea ancora l’eparca, “l’educazione alla fede e la formazione umana e sociale delle nuove generazioni” senza però “trascurare” la famiglia nel suo insieme. “Generare alla fede le nuove generazioni – spiega – non è né scontato, né facile dato il contesto socio economico attuale al quale però si aggiungono altre piaghe come quella dell’illegalità e dello spopolamento. Anche i nostri centri di cultura arbëreshe, di rito bizantino-greco sono travolti dall’ondata dell’indifferenza”. Le strutture della Chiesa, conclude l’eparca, “appaiano sempre più centri di servizio dei fedeli. La solidarietà verso i poveri, gli emarginati e i deboli ed una effettiva vicinanza verso di loro sia scelta irreversibile e primaria”.

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