4 novembre: mons. Marcianò (ordinario militare), “recuperare idea di Patria come città degli uomini, nella quale tutti hanno diritto di abitare”

“Il 4 novembre ha un valore particolarmente significativo in questo sacrario. Siamo negli anni in cui la commemorazione della prima Guerra mondiale offre la possibilità di una riflessione più profonda sulla pace, anelito insopprimibile del cuore umano, dovere ma anche diritto degli uomini, dei bambini che crescono, dei deboli e indifesi, di coloro che dalla guerra riescono a scappare, sperimentando la tribolazione di diventare profughi, troppo spesso rifiutati e oppressi”. Lo ha detto oggi monsignor Santo Marcianò, ordinario militare per l’Italia, durante la Santa Messa celebrata al sacrario militare di Redipuglia, in occasione della giornata dell’unità nazionale e delle forze armate. Monsignor Marcianò ha parlato della sensazione che si prova “all’ingresso di questo sacrario militare” dove “si respira il senso di Patria, per la quale i nostri caduti hanno dato la vita durante la guerra, la devastazione più terribile che possa colpire la casa degli uomini”. Il presule ha quindi esortato “a recuperare un’idea di ‘casa’ e di ‘Patria’ non intesa in senso egoistico o difensivo, ma come città degli uomini, nella quale tutti hanno diritto di abitare”, poiché “la solidità presente e futura delle nostre case, del nostro Paese, della casa comune che è il mondo, non si ottiene ergendo muri difensivi che prima o poi crollano ma stringendo mani che sappiano soccorrere, accogliere, custodire, accompagnare, come tanto spesso fanno proprio i nostri militari”.

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