Denatalità: Gigli (Mpv), Istat “fotografa suicidio biologico di un Paese”

“Mentre continuiamo a baloccarci con il Referendum sulla Costituzione, sembriamo non aver preso ancora coscienza che l’Italia si avvia a diventare un paese desertificato”, dichiara in una nota Gian Luigi Gigli, presidente del Movimento per la Vita italiano e parlamentare (Ds-Cd) commentando il rapporto Istat. “Il tasso di fecondità scende ancora – spiega Gigli – , attestandosi nel 2015 a solo 1,27 figli per donna tra le cittadine italiane e a solo 1,94 tra le cittadine straniere residenti. All’Italia spetta ormai stabilmente il triste primato del tasso di natalità più basso d’Europa. Negli ultimi cinque anni si è avuta una riduzione di 62mila nascite: oltre l’11 per cento del totale rispetto al 2010. Senza un piano strutturale di politiche familiari e senza l’introduzione del Fattore famiglia nella fiscalità generale, gli italiani non torneranno a far figli e l’inverno demografico continuerà ad avanzare inesorabilmente”. “Dovremmo aiutare le gestanti in difficoltà, incoraggiare e favorire l’istituto della famiglia – sottolinea Gigli -. Invece, con scarsa lungimiranza, continuiamo a tassare il single, a parità di reddito, allo stesso modo del padre di una famiglia numerosa; spendiamo risorse per fare dell’aborto un diritto da reclamare sotto casa; preferiamo investire sulla fecondazione eterologa e occuparci di unioni civili, come se quest’ultime potessero risollevare la crisi demografica”. E conclude: “Se famiglia e figli non diventeranno urgentemente obiettivi prioritari dell’azione politica, l’Italia avanzerà verso il declino, indipendentemente dall’esito del Referendum e da chi sarà Presidente del Consiglio dopo il 4 dicembre”.

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