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Parlamento Ue: sicurezza, destinare 2 per cento del Pil per creare l’Unione europea della difesa

L'eurodeputato Urmas Paet (foto SIR/PE)

(Strasburgo) Destinare il 2% del Pil all’Unione europea della difesa, creare forze multinazionali e un quartiere generale operativo Ue per “pianificare il comando e il controllo delle operazioni comuni” e per agire laddove la Nato non sia disposta a farlo. Sono i contenuti di una risoluzione approvata dall’Europarlamento, riunito in plenaria a Strasburgo. Secondo il testo, il terrorismo e le minacce “ibride”, l’insicurezza informatica ed energetica, costringono i Paesi Ue a intensificare i loro sforzi nel campo della sicurezza e della difesa, aprendo così la strada a un’Unione europea della difesa. Urmas Paet, eurodeputato estone, relatore, ha dichiarato: “La nostra Unione non è in grado di affrontare le travolgenti sfide della difesa. Per quasi 30 anni, la maggior parte dei suoi Stati membri ha tagliato i propri bilanci per la difesa, riducendo di fatto le forze armate. La cooperazione tra gli Stati membri è occasionale e l’Europa continua ad affidarsi pesantemente alle capacità della Nato e sulla solidarietà degli Stati Uniti”. Ma ora, anche in relazione all’elezione di Donald Trump, “è arrivato il momento di muoversi verso una politica europea di difesa che funzioni”. Il documento approvato presenta una serie di settori in cui occorrerebbe rafforzare la cooperazione (fra cui la logistica e la ricerca) tra i 28 proprio per assicurare una migliore difesa dell’Unione.

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