Diritti: Cir e 50 organizzazioni europee ai leader Ue, “porre fine all’apolidia dei bambini”

Oggi l’European Network on Statelessness (Ens), di cui il Consiglio italiano per i rifugiati (Cir) fa parte insieme ad oltre 50 organizzazioni della società civile europea, consegnerà una petizione ai membri del Parlamento europeo e del Consiglio d’Europa chiedendo ai leader europei di impegnarsi a porre fine al fenomeno dell’apolidia dei bambini. La petizione è parte di una campagna sostenuta da un ampio gruppo di attori internazionali con l’obiettivo di fare pressione sui Paesi europei affinché riformino le legislazioni che impediscono ai bambini di acquisire una nazionalità. Si pone come obiettivo quello di risolvere quei gap nelle legislazioni e nelle prassi amministrativo-burocratiche che impediscono di identificare e garantire una nazionalità ai bambini nati in territorio europeo. Chiede che “sia resa certa,  subito dopo la nascita, l’acquisizione di una cittadinanza: ad oggi infatti, meno della metà degli Stati europei ha pienamente incorporato le necessarie salvaguardie per attuare l’obbligo internazionale di proteggere i diritti dei bambini ad avere una nazionalità”. La campagna prevede eventi a livello nazionale in Italia, Polonia, Slovenia, Francia, Regno Unito, Albania, Macedonia, Serbia e altri Paesi. A Roma – il 23 novembre – il Cir promuove una tavola rotonda per discutere dell’apolidia nell’attuale contesto italiano. L’Italia deve infatti ancora adottare il disegno di legge S.2148 sul “Riconoscimento dello status di apolide” presentato un anno fa dalla Commissione dei Diritti umani del Senato in collaborazione con l’Unhcr e il Cir.  “Siamo convinti che l’approvazione del disegno di legge sul riconoscimento dello status di apolide sia un passo indispensabile e raggiungibile per eliminare la sofferenza di migliaia di persone in Italia, tra cui tantissimi bambini. È un impegno che il Parlamento dovrebbe prendersi per garantire dignità a persone che vivono, nel nostro Paese, senza il riconoscimento dei loro diritti più basilari”, dichiara Daniela Di Rado, del Cir. Nel mondo sono stimati 10 milioni di apolidi, di cui 600mila in Europa.

 

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