Carcere: Trento, una mostra su misericordia e utopia

In concomitanza con il Giubileo della Misericordia e con il Progetto Utopia 500, promosso in occasione dei 500 anni dalla pubblicazione di Utopia di Tommaso Moro, il Museo diocesano Tridentino presenta al pubblico la mostra “Fratelli e sorelle. Racconti dal carcere”, visitabile nelle sale del piano terra fino al 27 marzo 2017. Il progetto espositivo, che ha ricevuto il patrocinio dell’Ordine degli Avvocati di Trento, intende aprire uno spiraglio sulla realtà del carcere, un luogo “altro”, spesso distante dall’esperienza quotidiana. “Senza avere l’ambizione di spiegare o documentare la vita all’interno di un penitenziario, la mostra invita i visitatori a riflettere su un tema tanto attuale quanto complesso”, si legge nella presentazione dell’iniziativa. Due le parole guida per il visitatore in questo viaggio tra immagini, suoni e racconti: misericordia e utopia. I due sostantivi fanno riferimento, il primo, a un sentimento rivolto a quanti “vivono nelle più disparate periferie esistenziali” (Misericordiae Vultus, Papa Francesco); il secondo, ad un’aspirazione ideale per immaginare un “altrove” forse irraggiungibile.
Partendo dalle visionarie Carceri di Giovanni Battista Piranesi e passando attraverso le immagini di fotografi, registi e pittori contemporanei, il visitatore sarà gradualmente introdotto in quel mondo “a parte” rappresentato dal carcere. Un mondo fatto di spazi, immaginati o reali, abbandonati o vissuti; di silenzi, rumori, parole, ricordi, voci e racconti. “Fratelli e sorelle: racconti dal carcere!” non è solo una mostra. Nella convinzione che il diritto a prendere parte alla vita culturale della comunità sia di tutti, il Museo diocesano Tridentino ha ideato un progetto formativo rivolto ai carcerati della Casa circondariale di Spini di Gardolo (Trento). L’iniziativa intende “stabilire, attraverso l’arte, un collegamento capace di mettere in relazione carcere, museo e società, ponendo al centro il detenuto, con la sua capacità di autonoma interpretazione e rielaborazione creativa”. L’equipe di lavoro, oltre al personale del Museo diocesano, vede la partecipazione del noto artista trentino Matteo Boato. Parallelamente al lavoro dentro il carcere, i ragazzi dell’Istituto comprensivo Valle dei Laghi, guidati dall’artista Sergio De Carli, lavoreranno sul lessico carcerario. Al termine del progetto, denominato Un viaggio per parole e immagini, le opere realizzate presso la Casa Circondariale e l’Istituto comprensivo verranno esposti in museo come ideale prosecuzione della mostra Fratelli e sorelle; racconti dal carcere.

© Riproduzione Riservata

Quotidiano

Quotidiano - Italiano

Territori