Referendum costituzionale: Aggiornamenti sociali, “riforma non risolverà tutti i problemi” ma “può costituire un passaggio fondamentale e irrinunciabile”

In vista del referendum, Aggiornamenti sociali, rivista edita dalla Fondazione Culturale San Fedele, opera dei gesuiti italiani, ha lanciato alcuni mesi fa, e via via arricchito, un dossier per conoscere i contenuti della riforma, approfondire posizioni di segno diverso e formarsi un proprio orientamento (il dossier è disponibile su www.aggiornamentisociali.it). Nell’editoriale del numero di novembre, firmato collettivamente dalla redazione, Aggiornamenti Sociali si schiera per il sì, ponendo però tre premesse “necessarie”. La prima è che, qualunque ne sarà l’esito, la consultazione referendaria è “un’opportunità di maturazione della coscienza democratica della nostra società”. Da un lato è una sfida all’astensionismo e alla disaffezione verso la politica; dall’altro “per tutti noi cittadini il referendum è una provocazione a scoprire o riscoprire i contenuti della nostra Costituzione, al di là di formule preconfezionate e di slogan semplicisti”.  La seconda premessa riguarda invece i limiti che hanno caratterizzato il dibattito referendario, ridotto a contrapposizione: “non ha certo aiutato a migliorare la qualità del confronto la marcata personalizzazione impressa dal presidente del Consiglio, Matteo Renzi”. Terza e ultima premessa, la necessità di sottrarsi a due posizioni che “tradiscono” la nostra carta costituzionale: “la prima ritiene che qualsiasi modifica sia compatibile con lo spirito della Costituzione, ritenendola in fondo una realtà amorfa”, la seconda, invece, “consiste nel congelarne il testo sacralizzandolo”. Ma, scrive Aggiornamenti Sociali, “l’immobilismo è un modo per tradire lo spirito costituente, sancendo la distanza del testo dalla realtà vissuta”. L’editoriale pertanto afferma che “guardando alla storia del nostro Paese e ancor più al suo domani, approvare la riforma, pur con i suoi limiti, ci appare come il passo da compiere in questo momento, perché può meglio accompagnare e sostenere quanto fin qui è emerso nella società civile”. “È chiaro – spiega -: la riforma non risolverà tutti i problemi del sistema politico italiano, ma può costituire un passaggio fondamentale e irrinunciabile”. E conclude: “Non ci sono garanzie; ma bloccare ogni iniziativa perché non si sa ciò che potrebbe accadere sarebbe una condotta dettata dalla paura e dalla sfiducia; accettare le incertezze e le incognite di una novità, di cui si riconoscono pregi e difetti, significa sbilanciarsi verso il futuro e obbligarsi a ricercare un nuovo equilibrio”.

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