Rifugiati e profughi: Brauzzi (ambasciatore Italia in Giordania), “presto corridoi umanitari anche dalla Giordania”

(dall’inviato Sir ad Amman) “Ogni bambino siriano che resta in Giordania è uno di meno che muore nel Mediterraneo. L’opera dell’Italia nel campo dell’accoglienza dei profughi e dei rifugiati qui è molto apprezzata”. Lo ha detto l’ambasciatore italiano in Giordania, Giovanni Brauzzi, incontrando un gruppo di giornalisti della Fisc, la Federazione italiana dei settimanali cattolici, in questi giorni nel Regno Hashemita nell’ambito di un viaggio promosso dalla stessa Federazione e dall’8×1000 della Chiesa cattolica cui partecipano alcuni giornalisti delle testate diocesane risultati vincitori del concorso “8×1000 senza frontiere”. L’ambasciatore ha dichiarato che “c’è la volontà di aprire corridoi umanitari dalla Giordania in analogia con quanto sta già avvenendo dal Libano. Non parliamo di numeri molto alti ma di situazioni drammatiche cui si cerca di dare delle risposte dignitose. Potrebbe trattarsi di qualche centinaio di persone, siriani e iracheni, in partenza nei prossimi mesi”. Secondo quanto riferito dal diplomatico italiano “una parte del flusso sarà gestita dal ministero degli Interni e un’altra legata ai corridoi umanitari”. “Sono esempi che diamo anche agli altri Paesi europei riluttanti. L’Italia sta facendo la sua parte e anche con questi gesti il cui significato va oltre i numeri stessi”. In Giordania l’Italia è impegnata con diverse iniziative e investimenti. A febbraio 2015, nella conferenza sulla Siria a Londra, “sono stati annunciati 135 milioni di euro di crediti di aiuto, e all’inizio del prossimo speriamo di firmare un protocollo per passare alla fase operativa. L’Italia ha cancellato proprio di recente due debiti che i giordani onoreranno con la realizzazione di una diga ormai finita e l’innalzamento di un’altra già esistente che dovrebbe permettere di ampliare di tre volte la capacità del bacino e venire incontro ai bisogni idrici di uno dei Paesi dal più alto tasso di siccità al mondo”.

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