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Diocesi: Cosenza, incontro "A scuola di legalità". Mons. Nolè agli studenti, "abbiate il coraggio di donare" | AgenSIR

Diocesi: Cosenza, incontro “A scuola di legalità”. Mons. Nolè agli studenti, “abbiate il coraggio di donare”

“Quando sono diventato vescovo di Cosenza mi avevano detto che sarei andato in una terra di malavita e corruzione. Poi ho scoperto che questa è una visione generica e in parte non corrispondente alla verità. C’è del bene, ci sono buone notizie, anche se a volte vengono taciute. Ma solo il fatto di essere oggi qui insieme è una bella notizia”. Così l’arcivescovo, monsignor Francesco Nolè, ha introdotto l’incontro “A scuola di legalità”, tenutosi all’auditorium del liceo classico cosentino e organizzato dall’ufficio diocesano per l’insegnamento della religione cattolica. Un evento a più voci, con il prefetto Gianfranco Tomao e il procuratore Vincenzo Spagnuolo, al quale hanno partecipato maturandi di dieci scuole della città. Un no ai luoghi comuni sulla Calabria, quello che hanno espresso i relatori, a partire dall’esordio del vescovo. “Visitando ospedali, mense, case di cura, luoghi di sofferenza come le carceri, li ho trovati abitati da tante associazioni di volontariato, per la maggior parte costituite da giovani, ragazzi che vivono la legalità nel senso del dare la vita agli altri”, ha detto il presule. “È una forza che qualifica particolarmente questa città”. Mons. Nolè, che ha parlato del “senso di responsabilità”, ha ricordato che “se non abbiamo un cuore convertito alla legalità osserveremo anche la legge esteriore ma dentro non avremo la possibilità di accostarci all’altro, di collaborare con lui, di progettare insieme nella verità, perché è nella relazione rispettosa dell’altro e delle regole che si costruisce la speranza per questo territorio”.
Dinanzi a episodi di cronaca che consegnano notizie di “favori personali” nell’illegalità e corruzioni, mons. Nolè ha invitato i giovani ad “avere il coraggio di donare sempre qualcosa agli altri in maniera gratuita, senza aspettare nulla in cambio”. Il modello è Cristo, perché “più ci avviciniamo a lui, più siamo nella verità”, la certezza del presule. Infine, la consegna ai giovani. “Fate bene ciò che sarete chiamati a fare nella società, per dare un contributo a essa. A partire da oggi, dallo studio, dall’impegno scolastico. Nella vita incontrerete difficoltà, ma non vi scoraggiate. Qualsiasi cosa siate chiamati a fare, fatela come servizio”.

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