Cardinale Tagle: a incontro Civiltà cattolica, “ogni giorno chiedersi quali sono stati i nostri idoli”

Per il cardinale Luis Antonio Tagle, arcivescovo di Manila e presidente di Caritas internationalis, l’attenzione per i temi ecologici “non è solo una questione di natura, si tratta della creazione, e ciò implica un rapporto con una persona che per amore ha creato tutto”. Per questo “la responsabilità dell’uomo è di essere custode del creato. Con Cristo fatto uomo, Dio si è inserito nel mondo delle creature”. Così il porporato filippino, rispondendo questa sera a Roma, presso Civiltà cattolica, alle domande di direttore di Paolo Ruffini, direttore di Tv2000. Tagle parla di “cambiamenti drammatici”. “Quando ero giovane – racconta – il grado più potente dei tifoni era il terzo, ora è il quinto, con venti a 250 km orari. Nei gruppi ecologici con i quali abbiamo collaborato, abbiamo apprezzato il loro impegno, ma manca qualcosa, la spiritualità”. A una domanda su quale sia l’idolo di  questa generazione, Tagle risponde: “La ricchezza, l’onore, l’ambizione, il sesso, il lusso; però questi idoli prendono forme diverse in ogni tempo e in ogni luogo”. E aggiunge: “Il desiderio di preservare i nostri interessi personali e promuovere solo il benessere della mia famiglia, del mio gruppo del mio paese è anch’esso una forma di idolatria”. Gravi anche le dipendenze da droga, alcol, gioco, smartphone: “Quando questi idoli chiamano, noi, come seguaci rispondiamo prontamente: eccoci signore”. “Mi aiuta – chiosa – scoprire ogni giorno quali sono stati i miei idoli, che cosa mi ha comandato, a che cosa ho obbedito”.

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