Umofc: Bari, conferenza donne e Mediterraneo. Testimonianze e supplica per la pace in Siria nella basilica di San Nicola

Proseguono i lavori della seconda Conferenza con le donne del Medio Oriente e del Mediterraneo sul tema “Donne operatrici di pace per una cultura dell’incontro e del dialogo”. Dopo la prima esperienza ad Amman, è Bari ad accogliere oltre duecento persone provenienti da trentasei Paesi. L’evento, che si concluderà domenica 23 ottobre, è organizzato dall’Umofc (Unione mondiale delle organizzazioni femminili cattoliche) e dal Fiac (Forum internazionale di Azione cattolica), in collaborazione con l’Azione cattolica della diocesi di Bari e la Delegazione regionale della Puglia. La giornata di oggi è iniziata con il telegramma inviato dal Papa alle partecipanti. Il programma prevede diverse testimonianze dei rappresentanti dei Paesi del Medio Oriente e del Maghreb più segnati dai conflitti e dalle tensioni sociali. Importanti saranno quelle di Pascale Warda, dell’Organizzazione per i diritti umani Hammurabi con sede a Baghdad ed Erbil, impegnata nell’assistenza umanitaria alle minoranze religiose perseguitate dall’Isis e attiva nella proposta di una pace “sostenibile” per il futuro dell’Iraq; della suora comboniana Anna Maria Sgaramella, oggi a Gerusalemme e per dieci anni in Egitto e della coppia di coniugi Marah e Ameer Mousa, rifugiati siriani in Italia. Venerdì 21, invece, vedrà un momento speciale di preghiera ecumenica all’interno della cripta della basilica di San Nicola per elevare una supplica per la pace in Siria e in tutta l’area del Medio Oriente.
Intervenendo ieri in apertura dei lavori, il sottosegretario del Pontificio Consiglio giustizia e pace Flaminia Giovanelli ha affermato: “L’immigrazione è oggi vissuta sotto forma di ansia. Ci preoccupiamo di figure che possano nuocere ma non sappiamo quando e per cosa. Una paura che viene strumentalizzata per fini politici. La guerra in Siria è anche la tragedia dell’indifferenza”. “Papa Francesco – ha continuato Giovannelli – ha indicato come antidoto all’indifferenza quelle opere corporali di accoglienza e protezione che ognuno di noi può dare”. Monsignor Francesco Cacucci, arcivescovo di Bari, sempre durante la sessione di apertura dell’incontro Umofc, ha affermato: “Le donne sono il punto di riferimento della vita, soprattutto degli indifesi. Ed è un elemento che di fatto rende la donna segno e strumento di pace”. “Per le donne dei Paesi mediorientali oggi colpiti da conflitti e sofferenza – ha continuato Cacucci – è ancora difficile arrivare a ruoli politici di primo piano. Mi preoccupa però, in linea più generale, che dove la donna assume il potere dovrebbe essere più incisiva nel sottolineare alcuni aspetti che l’attenzione alla persona, propria della donna, comporta”.

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