Ambiente: Roma, presentato il 2° rapporto Eco-media

L’ambiente non sfonda sui telegiornali italiani: solo il 3,3% dei servizi dei sette principali notiziari italiani (Rai, Mediaset e La7) parla nel prime time di tematiche ambientali. E se lo fa, il tono è allarmistico e il contenuto riguarda soprattutto calamità, incidenti, meteo, degrado. L’Italia è fanalino di coda anche per notizie sulle best practice, cioè quelle azioni che permettono di ottenere migliori risultati in svariati contesti, come l’impiego di nuove energie sostenibili, la formulazione di piani di sviluppo economico green o salvaguardia dell’ambiente. È quanto emerge dal 2° Rapporto “L’informazione ambientale in Italia”, presentato a Roma, oggi, dall’Osservatorio Eco-Media nel corso del Forum nazionale “Ambiente tra informazione ed economia”, promosso da Pentapolis onlus in collaborazione con l’Università Lumsa. Un quadro poco confortante che riporta l’attenzione sulla necessità di un’adeguata informazione ambientale, strumento fondamentale per aumentare la consapevolezza e l’interesse dell’opinione pubblica su tali tematiche. “L’Osservatorio Eco-Media – spiega Massimiliano Pontillo, presidente Pentapolis onlus – vuole stimolare coloro che governano il settore dei media, ossia i grandi editori, affinché le tematiche ambientali non continuino ad essere relegate alle emergenze e ai disastri naturali ma abbiano uno spazio costante e siano più connesse con le questioni economiche. Si produrrebbe così un circolo emulativo virtuoso a tutti i livelli e un’attenzione maggiore del decisore pubblico”. Nel corso della mattinata è stato conferito il Premio “Giornalisti per la sostenibilità” ad Alberto Cappato (Tg5), Felicita Pistilli (Tg1) e Francesca Altomonte (Tg2) che si sono distinti per l’attenta divulgazione dei temi green, rispettivamente nelle sezioni: natura e tutela del patrimonio ambientale; denuncia al degrado e all’incuria; best practices.

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