Come è andato il G20 di Buenos Aires? Greco (Iai): “Un vertice depotenziato per le posizioni di Trump. L’Italia apre al negoziato con l’Ue”

"Il disimpegno statunitense sulla cooperazione multilaterale si riflette in una dichiarazione più timida e inconsistente delle precedenti". Così Ettore Greco, vicepresidente vicario dell'Istituto affari internazionali (Iai), a conclusione del vertice argentino: "Non c’è una condanna esplicita del protezionismo e si ribadisce che il commercio, oltre a essere libero, deve essere anche corretto ed equo. Gli altri leader si sono piegati alla visione di Trump"

(Foto: AFP/SIR)

“Lo scopo del G20, che è un organismo informale internazionale, è riaffermare l’impegno a far avanzare la cooperazione multilaterale e ad essere da stimolo politico alle altre istituzioni. Essendo mancata una presa di posizione netta soprattutto per il disimpegno statunitense, si rischia che venga meno la ragion d’essere di questo organismo che ne esce indebolito”. È il commento di Ettore Greco, vicepresidente vicario dell’Istituto affari internazionali (Iai) e responsabile programmi “Multilateralismo” e “Politica estera dell’Italia”, a conclusione del G20 che si è tenuto a Buenos Aires.

Trump è davvero il vincitore di questo G20?
Il vertice si è concluso con una dichiarazione che, per effetto delle posizioni di Trump, fa retromarcia su alcuni impegni, in particolare sul tema commerciale. E rimane uno spazio vuoto sul fronte del clima e delle migrazioni: solo poche righe non impegnative.

Il disimpegno statunitense sulla cooperazione multilaterale si riflette in una dichiarazione più timida e inconsistente delle precedenti.

È già il secondo o terzo vertice in cui si stenta a raggiungere una posizione di stimolo per l’adozione o il consolidamento di impegni multilaterali.

Nel documento finale, si afferma che “per la prima volta si riconosce che l’Organizzazione mondiale del commercio ha fallito i suoi obiettivi e dunque è necessaria una sua riforma”.
È una questione fondamentale del capitolo commerciale. Si registra un passo indietro, anche rispetto a dichiarazioni precedenti del G20.

Non c’è una condanna esplicita del protezionismo e si ribadisce che il commercio, oltre a essere libero, deve essere anche corretto ed equo.

Gli altri leader si sono piegati alla visione di Trump, ma che il commercio internazionale abbia dei problemi è evidente. Esplicitarlo in questa forma, però, assume altro valore. Ciò apre la strada a Trump di prendere ulteriormente le distanze dal Wto, in nome della guerra commerciale contro la Cina.

(Foto: AFP/SIR)

Ci sono stati passi avanti dall’incontro con Xi Jinping?
C’è stato troppo ottimismo. È vero che si è forse trattato dell’evento più importante del vertice, anche se è avvenuto a margine: un incontro bilaterale, che indica ancora di più la crisi del multilateralismo. Si è raggiunto un accordo di moratoria di 90 giorni per ogni ulteriore aumento dei dazi. Incombe ancora la minaccia statunitense, ma la si è almeno protratta e si spera che in questo periodo si possa raggiungere un compromesso. Per il momento, però, non si vede come si possa raggiungere un accordo.

Perché Trump ha rifiutato di incontrare Putin?
Pare ci sia stato un brevissimo faccia a faccia, nel quale però non credo siano entrati nel merito del problema tra Russia e Ucraina.

È una situazione molto seria, che rischia una escalation.

Poroshenko, tra le altre cose, ha deciso di impedire a uomini russi di entrare nel Paese ed è una misura grave. Lui e Putin si giocano il loro futuro su questa partita. Trump ha segnalato in questo modo alla Russia di fermarsi. Incide poi anche lo scandalo del Russiagate. Il presidente Usa, pur avendo una inclinazione a migliorare i rapporti con la Russia e con Putin, è stato ridimensionato dalle posizioni prevalenti dei suoi consiglieri.

E la presenza del principe saudita Mohammad bin Salman al G20?
Putin vuole sfruttare la possibile frattura tra l’Arabia Saudita e i Paesi occidentali per l’omicidio Khashoggi. I rapporti tra Mosca e Riad si erano già rafforzati negli ultimi tempi, con una cooperazione senza precedenti nel settore energetico.

Nel momento in cui si trova in una posizione di isolamento ed è sottoposto a pressioni serie, perché le sanzioni occidentali incidono sulla economia russa, Putin cerca spazio diplomatico.

In realtà, ad oggi, non c’è segnale che la Casa Bianca voglia rimettere in discussione l’alleanza con l’Arabia Saudita, che è troppo importante per gli statunitensi.

Che G20 è stato per l’Italia?
Si è schierata sulle posizioni europee, anche sul fronte commerciale. C’è stato poi l’incontro con i vertici delle istituzioni europee, ed è stata un’opportunità per discutere di nuovo della manovra. Si coglie un ulteriore conferma del cambiamento di tono e di approccio, in particolare da parte del presidente del Consiglio, che adesso accetta la prospettiva di un negoziato.

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