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Incendi in California. La testimonianza del vescovo di Santa Rosa, “guido per ore, cercando di visitare i centri degli sfollati”

Monsignor Robert F. Vasa è il vescovo della diocesi più colpita dalla devastazione degli incendi: al momento la conta dei morti si ferma a 23, mentre il numero degli scomparsi è di circa 250. “La nostra diocesi è stata colpita duramente - spiega in un messaggio ai fedeli - e viviamo una situazione di incertezza. Dei 17 incendi che stanno devastando la zona, la maggior parte sono concentrati in tre contee del nostro territorio”

(Foto: AFP/SIR)

(da New York) Solo la croce sul tetto è sopravvissuta alle fiamme che hanno divorato aule, uffici, banchi e pareti. La scuola superiore “Cardinal Newman” è uno scheletro di poche travi: il fuoco l’ha polverizzata proprio il giorno della festa liturgica del cardinale a cui è intitolata. Distrutto è anche l’asilo adiacente la scuola elementare che ha perso il tetto e parte della palestra. Monsignor Robert F. Vasa è il vescovo di Santa Rosa, la diocesi californiana più colpita dalla devastazione degli incendi: al momento la conta dei morti si ferma a 23, mentre il numero degli scomparsi è di circa 250. “La nostra diocesi è stata colpita duramente – spiega in un messaggio ai fedeli – e viviamo una situazione di incertezza. Dei 17 incendi che stanno devastando la zona, la maggior parte sono concentrati in tre contee del nostro territorio”. Le fiamme, infatti, per i forti venti si stanno spingendo a nord-est, dopo aver distrutto più di 160mila acri di terra, molti dei quali occupati da vigneti, e raso al suolo circa 3.500 strutture. I numeri del Dipartimento di protezione forestale sono drammatici e ad essi si aggiunge il numero degli sfollati: 50mila, destinati ad aumentare di ora in ora.

La scuola “Cardinal Newman”

“Solo nella città abbiamo perso 1.500 edifici privati e pubblici – continua monsignor Vasa – ma le parrocchie si sono miracolosamente salvate. La scuola superiore Newman è stata distrutta in larga parte, ma non posso verificare le altre perché tutte nella zona ad evacuazione obbligatoria”. Il vescovo non si è potuto recare in curia, poiché situata nella zona della città più gravemente danneggiata e inaccessibile. Ha trasferito il suo studio in macchina.

“Guido per ore, cercando di visitare i centri degli sfollati, e sono riuscito ad arrivare anche in cattedrale e al centro comunitario di accoglienza Finley. Ho incontrato tantissime persone che non sanno dove andare perché hanno perso le loro case e il senso di impotenza è palpabile”.

Monsignor Vasa prova a consolare per primo chi ha perso i propri cari, ma allo stesso tempo accoglie anche il senso di perdita e la sofferenza di chi non ha più un’abitazione, la propria impresa, i propri luoghi di lavoro.

La città è totalmente avvolta dal fumo e si vive avvolti da una coltre bianco-grigia, mentre il sole è una palla rossa che non riesce a penetrarvi in alcun modo. Il vescovo ha dovuto arrendersi alle restrizioni di viaggio imposte dai vigili del fuoco, ma è riuscito attraverso il vicario a contattare tutti i sacerdoti colpiti dal disastro per assicurarsi delle loro condizioni. “Stanno bene”, commenta con sollievo, soprattutto dopo aver saputo che il parroco dell’area di Oakmont ha dovuto lasciare la chiesa in fretta e furia. Purtroppo gli incendi attivi non sono finiti e monsignor Vasa teme ancora altre perdite in termini di vite e di proprietà, ma al contempo elogia il lavoro straordinario dei primi soccorritori che “hanno raggiunto generosamente tutti i fratelli e le sorelle in difficoltà” a rischio della loro stessa vita.

“Stanno facendo il massimo – spiega il presule -. Sono donne e uomini arrivati da ogni contea a servire tutti noi. Il loro è un compito difficile e so che la loro pazienza è provata, perché le soluzioni a breve termine che stanno mettendo in piedi, non possono soddisfare a lungo le necessità delle famiglie e di tutti quelli che hanno trovato momentaneo riparo nei rifugi. Io li ringrazio per la professionalità e li invito a perseverare”.

Mons. Robert F. Vasa

A chi domanda cosa fare per aiutare la diocesi, il presule è molto chiaro: “Apprezzo e siamo grati delle preghiere, ma al contempo offrite il vostro aiuto a chi a Sonoma, Napa, Lake, Mendocino, Calistoga, Clearlake, Willits, Ukiah, Windsor, Oakmont, Yountville ha perso tutto. Le comunità sono troppo numerose per nominarle tutte, ma vorrei che nessuno perdesse la speranza”. Il presule chiede di offrire supporto emotivo, donazioni in denaro e “anche la vostra casa se siete ispirati”.

“Immaginate voi stessi e la vostra famiglia vivere quello che migliaia di persone stanno vivendo e quindi agite di conseguenza”.

Sulla pagina Facebook della diocesi le persone postano impressioni, video, preghiere e cominciano a rispondere all’appello del vescovo. Il fuoco però non si estingue e continua a divorare terra e case, nonostante le centinaia di vigili del fuoco, provenienti da tutta lo stato, impegnati a domarlo. “Abbiamo avuto grandi incendi nel passato”, ha dichiarato il governatore della California, Jerry Brown. “Ma questo è uno dei più grandi”.

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