Cosa vedere in sala? Le novità dal 31 gennaio

Tra commedia e dramma “Green Book” di Peter Farrelly su un’amicizia che valica i pregiudizi, l’opera seconda del Premio Oscar László Nemes “Tramonto”, il cartone animato in chiave educational “Dragon Trainer: Il mondo nascosto” di Dean DeBlois e il dramma storico con forte realismo “Il primo Re” di Matteo Rovere

Puntuale come ogni giovedì la rubrica di cinema del Sir e della Commissione nazionale valutazione film Cei. Ecco 4 film in evidenza tra le opere in uscita in sala dal 31 gennaio: tra commedia e dramma “Green Book” di Peter Farrelly su un’amicizia che valica i pregiudizi, l’opera seconda del Premio Oscar László Nemes “Tramonto”, il cartone animato in chiave educational “Dragon Trainer: Il mondo nascosto” di Dean DeBlois e il dramma storico con forte realismo “Il primo Re” di Matteo Rovere.

“Green Book”

Ai prossimi premi Oscar, edizione 91, concorrerà per cinque statuette: miglior film, attore protagonista Viggo Mortensen, attore non protagonista Mahershala Ali, sceneggiatura originale e montaggio. È “Green Book” di Peter Farrelly, film visto in anteprima alla 13a Festa del Cinema di Roma e già trionfatore ai premi Golden Globe. È la storia vera di un incontro, che inizialmente assume i toni dello scontro sociale, ma che trova preso la strada del dialogo e dell’amicizia. Siamo nell’America del 1962 e il buttafuori Tony Lip (Mortensen) è in cerca di lavoro per mantenere se stesso e la propria famiglia. Accetta così l’ingaggio del pianista jazz afroamericano Don Shirley (Ali), pronto a esibirsi in una tournée negli Stati del Sud; proprio in quelle zone del Paese a stelle e strisce dove è ancora forte la carica di discriminazione. Il viaggio on the road dei due si trasformerà in un percorso di crescita per entrambi, rivelandosi un incontro che cambia la vita. Un film dallo stile fluido e incalzante, corredato da un’ambientazione d’epoca e musiche indovinate. Non mancano di certo segnali di speranza; l’idea che qualcosa di lì a breve possa cambiare. I due interpreti sono da Premio Oscar. Dal punto di vista pastorale, il film è consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

“Tramonto”

È passato in Concorso alla 75a Mostra del Cinema di Venezia “Tramonto” (“Napszálita”) del regista ungherese László Nemes, Premio Oscar nella categoria miglior film straniero nel 2016 con il film d’esordio “Il figlio di Saul”. Nemes ci accompagna con “Tramonto” alla scoperta della Budapest di inizio secolo, 1913, un’epoca di grandi fasti pronta a scivolare nell’abisso della Prima guerra mondiale. La vicenda segue il peregrinare della giovane modista Irisz (Juli Jakab), in cerca di risposte sui suoi genitori scomparsi e su un possibile fratello mai incontrato. Con una regia tutta fatta di primi piani e pedinamenti, Nemes conferma di possedere grandi doti di scrittura e racconto, che gli permettono di raggiungere una forte carica visionaria. L’opera tuttavia resta confusa e un po’ disordinata, impiegando oltre due ore per raccontare ciò che il titolo, appunto “Tramonto”, aveva già anticipato: il crollo dell’Impero austro-ungarico. Nemes è capace di inquadrature suggestive e poetiche, richiamando persino alcuni passaggi lo stile di Bergman; come detto, l’eccesso però di sperimentazione stilistico-visiva rischia di sovraccaricare la narrazione, rendendola fumosa. Dal punto di vista pastorale il film è complesso, problematico e adatto per dibattiti.

“Dragon Trainer 3”

“Dragon Trainer: Il mondo nascosto” di Dean DeBlois, prodotto dalla DreamWorks, è il terzo appuntamento della saga “Dragon Trainer” inaugurata nel 2010 e ispirata al libro per ragazzi “Come addestrare un drago” del 2003 di Cressida Cowell. Il terzo appuntamento del cartoon fantasy si rivela in linea con i precedenti, un mix indovinato di azione, avventura ma anche di temi educational. Nel film, infatti, troviamo riflessioni su amicizia, amore, libertà, difesa dei deboli e del territorio. Un’opera godibile e dal ritmo incalzante, adatta a tutta la famiglia.

“Il primo Re”

“Veloce come il vento” è stato uno dei film rivelazione del 2016, un dramma sportivo diretto con efficacia da Matteo Rovere. Ora il regista a quasi tre anni di stanza ritorna al cinema con un progetto ambizioso con Rai Cinema, che vanta un investimento di circa 9milioni di euro: “Il primo Re”, la storia realistica di Romolo e Remo. Interpretato dal sempre convincente Alessandro Borghi e dal giovane Alessio Lapice, il film è una ricostruzione cupa e action della nascita di Roma. Rovere punta a superare se stesso e in generale lo standard produttivo italiano, indirizzandosi verso un’opera di forte sperimentazione al pari di “Lo chiamavano Jeeg Robot” di Gabriele Mainetti. Il film è intenso, crudo e segnato da diffusa violenza, pertanto è indicato per adulti e per appassionati del genere storico-realistico in stile “Apocalypto” di Mel Gibson.

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