Famiglia. Carli (Forum associazioni): “La denatalità è la questione più urgente della Puglia”

Il 22 e 23 novembre si è svolta a Bari la prima conferenza regionale sulla famiglia sul tema “Le politiche regionali a sostegno delle famiglie e la sfida della denatalità”. La due giorni di lavori è stata organizzata dalla Regione Puglia su richiesta di Forum delle associazioni familiari di Puglia, Cgil, Cisl, Uil, Commissioni di Pastorale familiare e del Lavoro della Conferenza episcopale pugliese e di oltre 40 associazioni. Si è trattato del primo passo del percorso partecipato per la definizione - attraverso l’applicazione della Legge regionale sulla partecipazione - del Piano regionale per la Famiglia, che la Regione conta di approvare il prossimo anno

Il 22 e 23 novembre si è svolta a Bari la prima conferenza regionale sulla famiglia sul tema “Le politiche regionali a sostegno delle famiglie e la sfida della denatalità”. La due giorni di lavori è stata organizzata dalla Regione Puglia su richiesta di Forum delle associazioni familiari di Puglia, Cgil, Cisl, Uil, Commissioni di Pastorale familiare e del Lavoro della Conferenza episcopale pugliese e di oltre 40 associazioni. Si è trattato del primo passo del percorso partecipato per la definizione – attraverso l’applicazione della Legge regionale sulla partecipazione – del Piano regionale per la Famiglia, che la Regione conta di approvare il prossimo anno.

“La denatalità è la questione più urgente della Puglia, insieme con la possibilità di far tornare tanti giovani; perché se è giusto che i giovani si spostino altrove per migliorare la loro preparazione, è anche giusto che possano avere la possibilità di tornare nella loro terra”. Esordisce Lodovica Carli, presidente del Forum delle associazioni familiari di Puglia. Dalle relazioni presentate alla conferenza è emerso non solo che la Puglia ha una fertilità molto bassa “ma che, vista la contrazione della coorte di donne che sono in età fertile, i risultati in termini di natalità sono peggiori delle peggiori previsioni”. Nel giro di pochi anni “avremo uno scenario di grandi anziani, con una contrazione del numero di giovani e, di conseguenza, di attività lavorativa, innovazione tecnologica, imprenditorialità, e quindi anche di pil, con ripercussioni molto negative sul welfare”.

In questo momento in Puglia, prosegue, “i bambini sono per numero la meta dei quarantenni”.

Tra le proposte emerse nel corso dei lavori ci sono “l’investimento sulla formazione professionale ed il sostegno alle donne che vogliono entrare nel mondo del lavoro. In Puglia abbiamo uno dei più bassi tassi di occupazione femminile. È dimostrato che la maggiore natalità è legata con un livello più elevato di occupazione femminile, ma per questo occorrono misure di conciliazione più importanti”, dice Carli. Inoltre, “sono state chieste riforme del servizio consultoriale”, da vedere “non più come solo servizio sanitario ma come un servizio integrato che apra alla dimensione relazionale”. In questo contesto, “il sostegno alla maternità può passare anche attraverso l’applicazione integrale della legge 194”. Inoltre, è stato chiesto di rilevare le cause di interruzione di gravidanza “allo scopo di raccoglierle in una apposita relazione regionale annuale e mettere in atto politiche preventive serie”. Nel corso dei lavori è stato proposto un contributo economico per scongiurare il ricorso all’aborto per ragioni economiche. “La cosa importante è la richiesta di una collaborazione corale per liberare la donna dagli ostacoli che le impediscono di portare avanti la gravidanza”, prosegue.

Alla conferenza celebrata a Bari si è arrivati con il metodo “dell’ascolto e del coinvolgimento di tutte le famiglie e le associazioni familiari – di cui la Puglia è piena – che lavorano per la famiglia sul territorio”, continua. “Si è coagulato un popolo che non è andato dietro la politica ma ha riconosciuto nel Forum un riferimento. Questo ci riempie di responsabilità e di gratitudine”.

L’altro aspetto rilevante del metodo che ha portato all’appuntamento barese – prima esperienza del genere in Italia – “è stato la capacita di creare una rete con tante realtà, con i sindacati – in particolare la Cisl –, le diverse realtà imprenditoriali, la scuola, l’università”.

Negli scorsi mesi sono stati svolti tavoli territoriali monotematici su diversi temi come affido, consultori, tutela della vita nascente, orientamento scolastico, lavoro. Si spera ora di inserire i risultati nel nuovo Piano regionale sulle politiche familiari. L’auspicio è che i principali contenuti del Piano regionale da approvare siano: “Sostegno alla genitorialità, lavoro, occupazione femminile e giovanile, servizi per la famiglia in difficoltà, non in un’ottica assistenzialistica ma pienamente sussidiaria, fare sistema con tutte le realtà che lavorano in regione in modo qualificato e valorizzare le esperienze di mutuo aiuto delle famiglie rispetto a tante situazioni difficili”, come quelle che riguardano la disabilità o la terza età avanzata. Risparmiare spesa si può e “si può avere una azione più efficace per chi è più fragile, valorizzando le famiglie in un’ottica di piena sussidiarietà”. Carli si augura che l’esperienza pugliese sia esportabile in altre regioni, “di qualunque colore politico, perché rimette al centro l’ascolto delle famiglie e chiede di superare le ideologie”.

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