Maltempo colpisce il Nord e Sud Italia. D’Angelo (Protezione Civile): “Evento eccezionale che si è abbattuto su un territorio fragile”

Oltre 15mila uomini e donne della Protezione civile sono a lavoro in queste ore per fronteggiare una violenta ondata di maltempo. Attenzione particolare per Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Calabria. Spiega il direttore operativo per il coordinamento delle emergenze: "Effetti più gravi perché il terreno era già umido, a seguito di un'estate molto piovosa. Alcuni fiumi, inoltre, hanno aumentato il loro trasporto solido rendendo le esondazioni possibili anche dopo piogge non troppo intense"

(Foto Afp/SIR)

“Il contesto è critico, ma siamo a lavoro per ridurre al minimo i danni”. Lo afferma Luigi D’Angelo, direttore operativo per il coordinamento delle emergenze del Dipartimento della Protezione civile, facendo il punto della situazione sull’ondata di maltempo che sta flagellando diverse regioni italiane.

Quali sono le zone più colpite?
Anzitutto il Veneto dove, a causa degli effetti di piogge intense e venti molto forti, stiamo operando per il ripristino dei servizi e le urgenze immediate, soprattutto legate alla viabilità e alla riattivazione di luce e acqua in diversi Comuni. Ci sono, state, infatti, alcune rotture di acquedotti. Criticità sono presenti anche in Sicilia, dove una fortissima ondata di maltempo ha colpito in poche ore ma violentemente la provincia di Palermo e di Agrigento: si sta lavorando alla riattivazione della rete stradale e ferroviaria. E poi abbiamo riscontrato problemi nella provincia di Reggio Calabria per una pioggia consistente.

Ci sono anche famiglie sfollate?
Parliamo di circa 150 persone distribuite tra Veneto, Toscana e Sicilia.

Si tratta di evacuazioni preventive di alcune famiglie, allo scopo di evitare eventuali coinvolgimenti con esondazioni di corsi d’acqua o smottamenti.

Al momento, tuttavia, sono in numero limitato.

Il territorio non era pronto a fronteggiare una situazione del genere o si tratta di fenomeni eccezionali?
Sicuramente si è verificato un evento eccezionale: nel Triveneto, ad esempio, abbiamo registrato nel giro di pochi giorni quantitativi di pioggia caduti pari a 70 centimetri. Nell’arco di un anno, in quelle zone, si arriva complessivamente a 1.000 o 1.200 millimetri. Dunque,

quasi tre quarti delle precipitazioni di un anno si sono concentrate in una manciata di giorni.

Tutto ciò, però, ha provocato effetti più gravi perché il terreno era già umido, dal momento che quest’estate è stata molto piovosa. Alcuni fiumi, inoltre, hanno aumentato il loro trasporto solido rendendo le esondazioni possibili anche a seguito di piogge non troppo intense.

(Foto Afp/SIR)

Cosa ci si deve aspettare?
Continuiamo ad avere criticità in arancione per alcune regioni, dunque prevediamo che le piogge potrebbero ancora provocare smottamenti.

Attenzione particolare per Veneto, Piemonte, Emilia-Romagna, Lazio, Sicilia e Calabria.

Si tratta anche di un contesto stagionale, tipico di questo periodo, che però insiste su un territorio fragile.

Che dispiegamento di forze ha messo in campo la Protezione civile?
Oltre 15mila persone sono all’opera fin dall’inizio. Uomini e donne che compongono il nostro sistema di Protezione civile: vigili del fuoco, forze dell’ordine, volontariato. Ma anche le imprese che gestiscono le riattivazioni dei servizi, in azione pur tra mille difficoltà. Il sistema si è mobilitato soprattutto nella provincia di Belluno, tra le zone più colpite.

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