Tavolo ecclesiale dipendenze: Open Day, 104 eventi per “condividere storie” e raccontare il lavoro a fianco di chi è in difficoltà

Sabato 20 e 27 ottobre in tante parti d’Italia e in alcune località estere Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa dei Giovani, Compagnia delle Opere-Opere Sociali, Comunità Emmanuel, Comunità di Sant'Egidio, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), Salesiani per il sociale-Federazione Scs/Cnos, in collaborazione con la Caritas Italiana, aprono le porte di loro strutture che si confrontano ogni giorno con le diverse facce della dipendenza: da sostanze, da gioco d'azzardo, da dispositivi elettronici...

Sabato 20 e 27 ottobre in tante parti d’Italia e in alcune località estere le organizzazioni che aderiscono al Tavolo ecclesiale dipendenze – Associazione Comunità Papa Giovanni XXIII, Casa dei Giovani, Compagnia delle Opere-Opere Sociali, Comunità Emmanuel, Comunità di Sant’Egidio, Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), Federazione italiana comunità terapeutiche (Fict), Salesiani per il sociale-Federazione Scs/Cnos, in collaborazione con la Caritas Italiana – aprono le porte di loro strutture, che si confrontano ogni giorno con le diverse facce della dipendenza (da sostanze, da gioco d’azzardo, da dispositivi elettronici…), per raccontare se stesse, il lavoro che fanno, le storie di chi anima i propri progetti. La scelta delle date non è casuale: proprio a ottobre 2018 è in corso in Vaticano il Sinodo dei giovani. “Condividiamo le nostre storie” è lo slogan della manifestazione. Attualmente ci sono in programma 104 eventi. Info: www.condividerestorie.it.

La mattina del 20 ottobre la Comunità di San Benedetto al Porto a Genova, con la presenza di don Armando Zappolini, presidente del Cnca, ha dato vita vita a un evento di apertura verso la città. “Le nostre – spiega Domenico Chionetti – sono comunità aperte con spazi di quartiere a Genova e Alessandria; lavoriamo su tre fronti: dipendenze, richiedenti asilo e progettualità come rigenerazione urbana e l’economia circolare”. Per l’Open Day “abbiamo deciso di andare a visitare una comunità di territorio che si sta formando in risposta alla grossa crisi causata dal crollo del Ponte Morandi. Ci siamo visti alle ore 10 alla comunità di San Benedetto ‘Anna Agostinis’ di via Bruno Buozzi – ci racconta – per prendere la metropolitana fino alla fermata Brin-Certosa, zona di grande sofferenza e isolamento dopo il crollo del ponte. Lì abbiamo incontrato il presidente dei Comitati di cittadini Franco Ravera, cittadini, sfollati, tra cui molti nuclei familiari stranieri, il presidente di Municipio Federico Romeo e un rappresentante del distretto sociale. L’incontro si è chiuso con un pranzo in uno dei bar in crisi del quartiere di Certosa”. Il crollo del Ponte Morandi ha colpito anche strutture della Comunità di San Benedetto al Porto.

La Comunità Papa Giovanni XXIII, con un’esperienza trentennale nel recupero delle tossicodipendenze e da più di 20 anni presente nelle scuole medie e superiori con attività di prevenzione, propone, nella struttura terapeutica di Sant’Aquilina, in via Valverde 10 a Rimini, sabato 27 ottobre alle 9 di mattina, “DipSchoolQuizTheatre”, uno spettacolo teatrale interattivo basato sul format del quiz televisivo sul tema delle dipendenze. “Testato l’anno scorso nelle scuole superiori – racconta Fethi Atakol -, lo spettacolo ha l’obiettivo di veicolare alcune informazioni semplici sulle 4 ‘dip-categorie’: alcol, gioco d’azzardo, sostanze stupefacenti, Internet e nuove tecnologie. Attraverso questa modalità è più facile entusiasmare i giovani sulla tematica della dipendenza e del disagio, approfondendo, in incontri successivi contenuti scientifici, modelli di comportamento e consumo. Il fine ultimo è la prevenzione”. Dopo l’Open Day lo spettacolo tornerà di nuovo nelle scuole.

Il Centro Trentino di solidarietà onlus di Trento, organizzazione che aderisce alla Fict, ha aperto il 20 e riaprirà il 27 ottobre le porte di due sue comunità: la Casa di Giano, che è per la cura di tutte le dipendenze patologiche, organizza un incontro durante il quale, afferma Antonio Simula, “si pulisce un sentiero condividendo anche i nostri percorsi di vita. Gli ospiti della comunità raccontano la loro storia e altrettanto fanno i partecipanti esterni all’iniziativa”. A “Casa Lamar”, per persone sieropositive e malate di aids, si realizza il mosaico “L’albero della vita”, “partendo da un disegno realizzato da uno degli ospiti della comunità. Mettendo le tessere del mosaico sulla parete, raccontiamo la nostra storia”, chiarisce Simula. A Casa Giano, che si trova in campagna, ci sono 34 ospiti, a Casa Lamar, situata a Trento città, ce ne sono 8.

Pinocchio Scs onlus, che aderisce alla Compagnia delle Opere/Opere sociali e si trova a Rodengo-Saiano (Bs), il 27 ottobre, organizza un momento d’incontro e un’occasione per fare conoscenza, per ascoltare le storie e le testimonianze degli ospiti della comunità terapeutica Pinocchio, ma anche per giocare insieme in un torneo di calcetto a squadre (dalle 9 alle 17), assistere a uno spettacolo allestito dagli ospiti stessi insieme agli educatori (ore 18,30) e condividere la cena (ore 20). “L’obiettivo – dichiara Giuseppe Costanzo – è centrare l’attenzione non tanto sui problemi legati alla droga, ma sulle possibilità di ripartenza in ogni momento della vita. Vogliamo raccontare una speranza possibile”. Attualmente Pinocchio onlus segue ventotto persone. Le problematiche sono droga, alcol, e problemi psichiatrici, a volte provocati anche dalle nuove droghe sintetiche.

La Casa dei giovani, che ha come scopo prioritario quello di promuovere attraverso i suoi centri e le proprie attività i supporti umani e psicosociali necessari a coloro che vivono situazioni di disagio, ha organizzato iniziative a Bagheria, il 20 ottobre, a Mazara del Vallo e a Matera, il 27 ottobre. “A Bagheria – dice Biagio Sciortino – abbiamo incontrato la cittadinanza e le scolaresche, che hanno visitato il giardino didattico dedicato a Piersanti Mattarella. Alle 11 c’è stato un incontro sul disagio giovanile, organizzato con il Sert, a cui è intervenuto il nostro fondatore, don Salvatore Lo Bue. Nel pomeriggio una lettura di poesie dedicate a libertà e uguaglianza. Alla fine abbiamo proiettato un film realizzato con i ragazzi della nostra sede di Matera”. Sono simili le iniziative promosse a Mazara del Vallo, il 27 ottobre, dove tra l’altro, di pomeriggio, “ci sarà un reading anche di lavori teatrali. Ci sarà la proiezione di un lavoro realizzato dai ragazzi di Mazara, con le testimonianze di vite spezzate”. A Matera, oltre alla visita alla Masserie Le Rondinelle, alle 18, nel salone delle feste, un concerto jazz del Conservatorio di Matera, E.R. Duni.

La Comunità Emmanuel ha partecipato all’Open Day, organizzando, il 20 ottobre, eventi in cinque regioni: Puglia – Lecce, Villa Castelli (Br), Martina Franca (Ta), Triggiano (Ba) -, Basilicata – Salandra (Mt) -, Campania – Eboli (Sa) -, Lazio – Rieti -, Lombardia – Cassano Magnago (Va) -. “A Lecce – ricorda Vincenzo Leone – abbiamo accolto una scolaresca dell’Istituto Massimo di Roma. Con loro abbiamo promosso attività di prevenzione del gioco d’azzardo. Poi abbiamo accolto altre scuole medie e superiori per presentare la nostra comunità. C’è stata la testimonianza di un ragazzo sull’uso di cannabis e le nuove droghe. A mezzogiorno abbiamo presentato un libro. Nel pomeriggio porte sempre aperte a chi ha voluto conoscere più da vicino la comunità. La giornata si è chiusa con un concerto della Giovane Orchestra di Terra d’Otranto”. Negli altri centri sono state previste sempre attività di accoglienza di scolaresche, volontari, operatori dei Sert e testimonianze.

Scheda

“Annunciare il Vangelo della carità e della resurrezione nelle periferie esistenziali del nostro tempo”. È il senso del “Tavolo ecclesiale dipendenze”, che nasce nel 2014 per rispondere all’“esigenza di costruire un luogo di confronto permanente per condividere le diverse sensibilità e i molteplici percorsi evolutivi maturati nel contrasto alle dipendenze, all’interno della comunità cristiana e insieme agli organismi pastorali della Conferenza episcopale italiana, non solo per rinsaldare dei legami, ma per avviare percorsi che promuovano la diffusione di conoscenze, competenze e sensibilità come patrimonio comune delle Chiese locali”. Un luogo che permetta anche “un confronto sulle nuove sfide che ci interrogano: la crisi strutturale del sistema di welfare, l’incontro con il fenomeno della immigrazione anche irregolare, la fatica a mantenere aperte e vive le accoglienze e i servizi alle persone”. Per il Tavolo ecclesiale dipendenze, “il nuovo umanesimo” è “declinabile in alcune parole chiave: l’accoglienza, l’educare, la profezia”, “il tutto in una dimensione di ecclesialità”.

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