#VoglioOccuparmi, un progetto per favorire percorsi occupazionali a persone senza dimora e nel disagio

"#VoglioOccuparmi nasce dalla considerazione che non tutte le persone sono in grado di sostenere l'impegno connesso con un lavoro, soprattutto nella situazione attuale caratterizzata da elevata competitività, precarietà e necessità di grande flessibilità. Questa condizione riguarda in modo particolare le persone gravemente emarginate", spiega Alberto Mortara, responsabile del progetto per Auxilium

Un progetto “che mette in relazione la persona nel disagio che ha bisogno di occupare il tempo con chi è disponibile ad occuparsi del suo recupero attraverso il sostegno a specifici percorsi occupazionali”. È questo l’obiettivo dell’iniziativa #VoglioOccuparmi, promossa dalla Fondazione Auxilium di Genova e presentata presso la Sala Congressi di UBI Banca. “#VoglioOccuparmi nasce dalla considerazione che non tutte le persone sono in grado di sostenere l’impegno connesso con un lavoro, soprattutto nella situazione attuale caratterizzata da elevata competitività, precarietà e necessità di grande flessibilità. Questa condizione riguarda in modo particolare le persone gravemente emarginate”, spiega Alberto Mortara, responsabile del progetto per Auxilium.
Come si legge sul sito, l’obiettivo è far incontrare i bisogni occupazionali delle persone e i potenziali donatori. Per alcune delle persone seguite da Auxilium, “occuparsi” significa semplicemente “occupare il tempo” in quanto il loro non sentirsi utili per nulla o per nessuno aggrava un sentimento di inutilità sociale e di emarginazione. Non avendo possibilità di lavorare, è quindi ancora più importante per costoro essere impegnati e sentirsi utili per qualcuno. Per altre persone – continuano i responsabili del progetto – significa, invece, “trovare una nuova occasione di introduzione al lavoro”, tornare a sperimentarsi in luoghi produttivi, verificare le proprie capacità lavorative, ambire passo dopo passo ad un vero impiego.

L’idea è nata grazie ad una consistente donazione che ha permesso ad Auxilium, in questi ultimi tre anni, di sostenere 64 persone in altrettanti percorsi occupazionali. “Sull’esempio di questi donatori – ha aggiunto Mortara –

cerchiamo altri donatori, piccoli e grandi, disponibili a sostenere l’impegno di chi si vuole emancipare da una condizione di totale assistenza.

Molte persone infatti sarebbero in grado di vivere in modo autonomo anche con poco denaro ed è chiaro che aiutarli a vivere in autonomia è meglio che rinnovare una situazione di costante dipendenza dagli altri”. Scopo del progetto è, quindi, suscitare potenziali donatori che aiutino Auxilium a sostenere i costi di ogni percorso. I donatori hanno quindi la possibilità di sostenere il progetto in generale o una persona specifica. #VoglioOccuparmi si qualifica come strumento di mediazione, come un un luogo concreto di partecipazione, e il sito è il mezzo più immediato con cui rendere concreta questa partecipazione. Le persone seguite da Auxilium raccontano la propria esperienza, esprimono il loro bisogno, propongono il suo obiettivo e i potenziali donatori rispondono sostenendo, in tutto o in parte, i costi legati alle varie forme di occupazione.

Alla presentazione del progetto, che si è svolta lunedì pomeriggio a Genova, hanno partecipato, oltre a Mortara: Riccardo Chiapello, direttore territoriale Liguria UBI Banca, Luca Maestripieri, segretario regionale Cisl Liguria, Gigi Borgiani, direttore della Fondazione Auxilium, e mons. Nicolò Anselmi, vescovo ausiliare della diocesi di Genova. E proprio mons. Nicolò Anselmi, ha ricordato le parole di Papa Francesco sulla “cultura dello scarto”. “Contro questa cultura, moralmente sgradevole e sbagliata – ha detto Anselmi – davvero dobbiamo convincerci che tutti hanno qualcosa da donare, al di là delle competenze che riteniamo utili e competitive in questa nostra società.

Cerchiamo di capire che ruolo ha nella mente di Dio ogni persona, anche la più fragile, perché nella Sua mente non esiste la disoccupazione, nel suo regno tutti sono importanti”.

Il vescovo ausiliare di Genova ha quindi ricordato “tre parole: gratuità, misericordia, creatività” ed ha sottolineato “particolare l’ultima” esortando a “chiedere al Signore nella preghiera di saper inventare, di avere una certa creatività nel bene. Lo Spirito Santo è eterna creatività”.

Nell’ottica della “creatività del bene”, #VoglioOccuparmi utilizza lo strumento offerto dai ‘Percorsi occupazionali’, previsti dalla Legge 283/2017 della Regione Liguria. In particolare, spiegano gli organizzatori, si tratta dei ‘Percorsi di inclusione socio-lavorativa’ svolti presso aziende e dei ‘Percorsi di inclusione sociale attiva’ svolti presso Associazioni di volontariato. In entrambi i casi la normativa prevede che il beneficiario sia assicurato contro gli infortuni (Inail) e contro i danni causati a terzi.

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