Lettere da PyeongChang. Carissimo Amedeo, raccontaci le soddisfazioni del tuo lavorar nascosto

Amedeo Chiapparelli, responsabile del magazzino del Team Italia, è l’undicesimo destinatario delle “Lettere da PyeongChang” del direttore dell'Ufficio Cei per la pastorale del tempo libero, turismo e sport. “Oggi - spiega don Gionatan in un’intervista al Sir - ho deciso di rompere con l’abitudine e di non scrivere ad un atleta, ma ad Amedeo, l’uomo del servizio nascosto… che non poteva - almeno a me - passare inosservato!”

PyeongChang, 19 febbraio 2018

Undicesimo giorno dall’apertura dei Giochi olimpici di PyeongChang. Chiediamo a don Gionatan a chi vorrebbe scrivere oggi la sua lettera.

Oggi ho deciso di rompere con l’abitudine e di non scrivere ad un atleta, ma ad Amedeo, l’uomo del servizio nascosto… che non poteva – almeno a me – passare inosservato!

Dicci cosa scriveresti ad Amedeo…

Carissimo Amedeo (*),

interrompo per un giorno la mia corrispondenza con gli atleti della squadra olimpica italiana per scrivere a te! E ti scrivo perché oggi ti nomino rappresentante sindacale di tutti coloro che in questi giorni a PyeongChang lavorano instancabilmente dietro le quinte dell’organizzazione. In te vedo Enzo e Alessio che senza sosta fanno calcoli per far quadrare i conti. In te vedo Edoardo che impazzisce dietro agli incroci degli arrivi e delle partenze. In te vedo Elisa e Chiara che stanno sempre a stampare e incollare avvisi per una comunicazione perfetta. In te vedo Anna e Livia che vanno impazzendo dietro al presidente. In te vedo Dario e Fabio che con precisione seguono la logistica. In te vedo Anna e Giampiero che gestiscono i due villaggi olimpici e hanno gli occhi e le orecchie per seguire tutto. In te vedo tutto lo staff medico: Antonio, Stefano, Barbara e Claudio; con i fisioterapisti: Piergiorgio, Anna e Maurizio.

Vedi, Amedeo, quanta laboriosità nascosta c’è dietro ai campioni che provano a vincere una medaglia? Vedi quanto impegno sommerso c’è dietro una macchina organizzativa che tiene il motore sempre acceso, perché c’è sempre qualcosa da fare e qualcuno da accontentare? Vedi quanti nomi sconosciuti si celano dietro ai nomi famosi degli atleti che abitano le pagine delle cronache sportive?

Se pensassimo sempre al fatto che dietro all’apparire c’è sempre un servire nascosto!

Sai, Amedeo, forse potresti scrivere un manuale di diaconologia, la scienza del servire, per quanti vivono per stare sempre sull’onda della cronaca, per quanti non fanno nulla se non c’è il tornaconto dell’immagine, per quanti si sdegnano di fronte al loro nome risultante assente. Un manuale in cui descrivere e spiegare l’arte di vivere nel nascondimento, senza pretese, con la sola serenità di fare fino in fondo il proprio dovere, riconoscendo il frutto del proprio lavoro nei risultati di chi è stato destinatario della tua disponibilità.

Dai, Amedeo, raccontaci per un attimo le soddisfazioni del tuo lavorar nascosto, ai piani inferiori! Raccontaci la gioia di sentirti dire un grazie per un’attenzione avuta, per un compito portato a termine con responsabilità. Dicci cosa si prova a sentire parole arroganti in risposta alle tue parole semplici. Facci sentire la pace che c’è nel tuo cuore quando la sera torni a casa con la consapevolezza di aver fatto il tuo dovere. Insegnaci ad avere sempre sul viso il tuo sorriso leggero che è germogliato da un cuore che vive senza pretese.

Grazie, Amedeo! A te e a tutti quelli iscritti al sindacato del piano inferiore! Perché se è vero che è al piano superiore che si trova il senso e la forza della vita, è pur vero che è al piano inferiore che si gioca la dinamica del vivere felice perché si è scoperta la regola d’oro che chi non vive per servire, non serve per vivere (don Tonino Bello)! Grazie, perché ci insegnate la bellezza del vivere il nascondimento del servizio necessario, del dono essenziale! Perché se è vero che è sul podio che si realizzano i sogni, è pur vero che è sotto il podio che i sogni si progettano, si plasmano… e si rendono possibili! Grazie, perché ci insegnate l’arte del servizio… fatto con lo stile della disponibilità incondizionata e del sorriso instancabile… anche quando incombono la stanchezza e la tensione! Grazie, perché dietro ai campioni che non sempre esprimono in tutto i loro talenti, ci siete voi che apparecchiate la tavola della loro serenità per metterli nella condizione di dare il massimo!

Batti cinque, Amedeo! E porta il nostro grazie a chi, come te, in questi giorni sta facendo gli esercizi pratici della diaconologia, di cui noi – molto spesso – conosciamo solo la teoria!

(*) Amedeo Chiapparelli, responsabile del magazzino del Team Italia

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