Stagione cinematografica 2016/17: famiglia in chiaroscuro

Nuovo excursus nella stagione cinema 2016-17 della Commissione valutazione film Cei. Da vedere in Dvd una serie di film dedicati al tema della famiglia. Sei autori si interrogano sulle dinamiche familiari, sui rapporti di coppia e tra genitori-figli

La famiglia è protagonista ricorrente tanto del cinema italiano quanto internazionale, fotografata nei suoi aspetti di forza ma anche nelle sue zone d’ombra, tra stanchezza e debolezza. Nella stagione cinematografica 2016-2017, diversi film si sono interrogati sull’universo familiare, sulle dinamiche tra coniugi e sul rapporto con i figli. La Commissione nazionale valutazione film Cei con l’Agenzia Sir ha selezionato sei titoli da recuperare tra arene estive e Dvd.

“Ritratto di famiglia con tempesta”

Negli ultimi anni abbiamo apprezzato e amato il regista Hirokazu Kore-Eda – “Father and Son” (2013) e “Little Sister” (2015) – per la sua capacità di raccontare le sfumature dei sentimenti e i conflitti che possono nascere nel tessuto familiare; il tutto sempre con compostezza e poesia. Con il suo ultimo film, “Ritratto di famiglia con tempesta”, in concorso al 69° Festival di Cannes, l’autore nipponico prosegue in questa sua riflessione, raccontando le vicende di due coniugi in crisi che trascorrono insieme al figlio una serata in casa della mamma del protagonista, bloccati da un’improvvisa tempesta. È l’occasione per ragionare sul proprio vissuto. Si muove con un andamento delicato, senza ricorre a grida o eccessi, il film di Kore-Eda; dal punto di vista pastorale è da valutare come consigliabile, problematico e da affidare a dibattiti.

“Famiglia all’improvviso”

È stato un titolo forte della primavera 2017, “Famiglia all’improvviso” (“Demain tout commence”) di Hugo Gélin con Omar Sy, noto protagonista di “Quasi amici”. Ispirandosi a un film messicano del 2013, l’opera racconta la storia di un uomo che scopre di essere padre di una bambina quando gli viene affidata all’improvviso. Con un registro incentrato sulla commedia, vediamo così il percorso di crescita della bambina nello continuo sforzo del padre Samuel di essere all’altezza del proprio ruolo. Non mancano difficoltà e sfide. Film interessante, che coniuga commedia e mélo, offrendo una riflessione positiva sul rapporto padre-figlia. Dal punto di vista pastorale, il film è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

“Lasciati andare”

Nella carriera di Toni Servillo, attore di riferimento del cinema di Paolo Sorrentino, non ci sono solamente dramma o mélo. È protagonista infatti di una piacevole e brillante commedia firmata da Francesco Amato, “Lasciati andare”, film vincitore del Globo d’oro 2017. Elia (Servillo) e Giovanna (Carla Signoris) sono separati e vivono in due appartamenti contigui. Le loro vite procedono autonomamente, anche se tra loro il sentimento non è mai finito. L’equilibrio viene stravolto nel momento in cui Elia desidera rimettersi in gioco, facendo attività fisica insieme alla personal trainer Claudia (Verónica Echegui). Si ride certamente, ma in maniera sensata. Il film propone uno sguardo originale su un momento di stanchezza coniugale. Dal punto di vista pastorale è consigliabile e brillante.

“La tenerezza”

È ispirato al romanzo di Lorenzo Marone, “La tentazione di essere felici”, l’ultimo film di Gianni Amelio, “La tenerezza”. Protagonista è Lorenzo – l’attore Renato Carpentieri, vincitore del Globo d’oro 2017 – un anziano napoletano, padre di due figli adulti e con un’esistenza schiva e solitaria, contraddistinta da un’ironia graffiante. La sua vita cambia quando incontra una famiglia di vicini (Elio Germano e Micaela Ramazzotti). Proprio lì, dietro l’apparenza di una relazione salda e armoniosa, si celano le crepe dolorose di un matrimonio. Segnato da elementi problematici, il lavoro di Amelio si discosta dallo spirito del romanzo originario, trovando comunque una sua strada di senso. È lo sguardo di un grande autore, che valorizza anche la città partenopea. Dal punto di vista pastorale, il film è consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

“Tutto quello che vuoi”

Piuttosto che sulla famiglia, “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni – “Scialla!” (2011), “Noi 4” (2014), è anche lo sceneggiatore del Commissario Montalbano – si rivela uno sguardo sull’esistenza di un giovane ventenne, dallo stile di vita precario e irrequieto. Sarà però l’incontro con un anziano del proprio quartiere – un Giuliano Montaldo in gran forma a 87 anni –, che nonostante i problemi di saluti saprà aprirgli gli occhi su un orizzonte di vita diverso. Quando un’amicizia cambia, e salva. Dal punto di vista pastorale, “Tutto quello che vuoi” è consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

“Paterson”

Chiudiamo la nostra carrellata con il film probabilmente più complesso, per stile narrativo, ma anche più poetico e suggestivo. Parliamo di “Paterson”, opera ultima di Jim Jarmusch con Adam Driver, in concorso al 69° Festival di Cannes, uscito nelle sale italiane lo scorso dicembre. È la storia di un guidatore di autobus nelle periferie americane, nel New Jersey. Sposato con la giovane Laura (Golshifteh Farahani), Paterson conduce una vita semplice e ordinaria, scandita da abitudini e ritmi consolidati. Un’apparente monotonia che rivela invece una ricchezza e una poesia degne di nota. “Paterson” è da valutare come consigliabile, problematico e adatto per dibattiti.

(*) Commissione nazionale valutazione film Cei

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