Diario di Marco Pedde, malato di Sla: barriere visibili e invisibili

Il mio spirito di avventura e la ricerca di nuove emozioni mi spingono oltre le barriere architettoniche e culturali. Io non pretendo di vivere nel paese delle “meraviglie” ma semplicemente in un paese “civile”.

Ho scritto qualche settimana fa che il nostro non è un Paese per disabili. In particolare mi sono soffermato sulle problematiche relative al grado di interazione tra la persona svantaggiata e il mondo circostante e sulla partecipazione attiva nella società. Questioni strettamente connesse a quanto l’ambiente circostante sia fisicamente accessibile e conseguentemente la presenza di eventuali ostacoli fisici che impediscono di fatto di vivere il proprio quartiere e la propria città.

Non è psicologicamente facile accettare il passaggio da una condizione di vita “normale”, in cui il pieno controllo del tuo corpo ti permette di muoverti in piena autonomia a una condizione di immobilità fisica dove dipendi totalmente dagli altri.

Quando acquisisci la consapevolezza di ciò, il tuo unico desiderio, o meglio la tua unica speranza, è di

vivere e partecipare pienamente a tutti gli aspetti della vita.

L’auspicio è che lo Stato adotti misure adeguate a garantire alle persone con disabilità l’accesso all’ambiente fisico, ai trasporti, all’informazione e alla comunicazione, compresi i sistemi e le tecnologie di comunicazione, che crei le giuste condizioni in cui ognuno possa vivere dignitosamente la propria disabilità. Uno Stato che faciliti l’interazione col mondo della cultura e dello spettacolo, dello sport, della politica e dell’associazionismo dove ciascuno possa esprimere le proprie capacità, le proprie competenze e coltivare i propri interessi.
Da questo punto di vista, Nuoro, pur presentando i limiti tipici di una piccola città, rappresenta una bella realtà. I teatri e i musei presenti in città sono facilmente accessibili, così come gli impianti sportivi, al contrario ho notato che alcune sedi di partiti e movimenti politici nonché di varie associazioni non sono affatto fruibili e questo è un limite a chi vuole rendersi partecipe alla vita politica e associativa.

Vivere la propria città significa anche muoversi facilmente per le vie che, in particolar modo nelle periferie, versano in pessime condizioni, importante criticità che Nuoro si porta appresso da diversi anni, tanto che i miei spostamenti devono programmare i percorsi meno accidentati.

Fortunatamente la mia carrozzina è dotata di ammortizzatori che in qualche modo attenuano i sobbalzi, ma soprattutto è la mia voglia di uscire che va oltre ogni ostacolo.

Nelle stesse condizioni critiche si trovano anche una buona parte dei nostri marciapiedi privi di scivoli di accesso, e quando ci sono, alcuni hanno una eccessiva pendenza, ma soventemente si staccano le mattonelle a causa delle radici degli alberi.

Come vedete le difficoltà che si incontrano sono molteplici, ma il mio spirito di avventura e la ricerca di nuove emozioni mi spingono oltre le barriere architettoniche e culturali. Io non pretendo di vivere nel paese delle “meraviglie” ma semplicemente in un paese “civile”.

Altri articoli in Italia

Italia