Terremoto in Albania. Caritas: un piano bimestrale di emergenza per rispondere ai bisogni dei terremotati

Un piano di emergenza per i prossimi due mesi: è questa l’iniziativa messa in campo da Caritas Albania, con l'aiuto di Caritas Italiana, per fare fronte ai bisogni della popolazione colpita dal terremoto dello scorso 26 novembre. Ieri a Tirana la visita del ministro degli Esteri, Luigi Di Maio

Un piano di emergenza per i prossimi due mesi: è questa l’iniziativa messa in campo da Caritas Albania, con il sostegno di Caritas Italiana, per fare fronte ai bisogni della popolazione colpita dal terremoto dello scorso 26 novembre. A spiegarlo al Sir è Ettore Fusaro, di Caritas Italiana, in Albania per supportare la Caritas locale in questa fase di soccorso: “I livelli di intervento vanno dall’assistenza degli sfollati ancora ospitati, circa cento, nelle parrocchie alla distribuzione degli aiuti materiali attraverso le reti parrocchiali e in collaborazione con le Istituzioni e Autorità per quei luoghi non coperti dalle parrocchie. A questi si deve aggiungere il supporto psicosociale di bassa soglia (animazione e lavoro sulla resilienza) e tutto il lavoro di mappatura dei bisogni”. La situazione sul terreno è in costante evoluzione e questo rende difficili gli interventi e gli aiuti anche se sono state snellite le procedure di consegna degli aiuti materiali da parte delle Ong. “Questi – spiega il rappresentante di Caritas Italiana – non devono essere più stoccati nei magazzini statali, ora pieni, ma possono essere consegnati alla popolazione ma sempre sotto stretto coordinamento delle Istituzioni preposte”.

“La gente – dichiara Fusaro – si sposta tra hotel, parenti e amici, così stilare una statistica degli sfollati è un’impresa. Gli sfollati ufficiali – censiti nei rispettivi luoghi di accoglienza – sono circa 10mila, ma ce ne sarebbero altrettanti tra quelli che sono stati ospitati da amici e parenti, o che sono partiti per raggiungere parenti in Austria e in Italia”.

Nelle aree terremotate proseguono i sopralluoghi dei tecnici per verificare lo stato delle strutture: “le stime parlano per ora di 6mila case e palazzi inagibili da demolire e ricostruire, e di migliaia di edifici con lievi danni”. Dal punto di vista dell’assistenza psicologica la gente ha bisogno di parlare e di sfogarsi. La ragione, per Fusaro, è da ricercarsi anche “nella penuria di informazioni. Le persone non sanno cosa devono fare. E la situazione appare ancora più difficile quando ci sono tante famiglie distanti diversi chilometri dalle loro case, luoghi di lavoro e scuole. Per fare fronte a questa mancanza le Autorità hanno aperto un portale per dare alla popolazione tutte le informazioni necessarie”.

“Il desiderio di ricostruire in fretta è enorme ma le difficoltà sono tante e ci vorrà il suo tempo”.

Caritas in campo. In mezzo a tante difficoltà la Chiesa locale prosegue nel suo impegno a favore della popolazione. “Le parrocchie e le diocesi si sono attivate sin da subito – ricorda Fusaro – e hanno potuto dare un contributo importante grazie alla loro capillarità che ha permesso prima di altri di raccogliere tante informazioni utili per portare i soccorsi e delineare meglio gli interventi. Per quanto piccola e povera la Chiesa albanese ha investito molto per la popolazione. Il sisma ha colpito la parte più popolosa del Paese”. Superata la fase più critica dell’emergenza adesso “il passo da compiere è fare il più possibile rete per andare tutti insieme (parrocchie, diocesi, associazioni e movimenti) verso un’unica direzione con energia e coordinamento. Il Piano di emergenza per i prossimi due mesi ha proprio questo scopo.

Ora che si avvicina il Natale sarà data un’attenzione maggiore a chi nel sisma ha perso tutto. Incontri e pranzi sono previsti un po’ in tutte le chiese locali”. Lo Staff di Caritas Albania in questi giorni si sta occupando della popolazione terremotata organizzando tempi di svago con i bambini, dialogando con le persone anziane, offrendo prestazioni sanitarie di routine. Un modo, fanno sapere da Caritas Albania, “per lenire le sofferenze prodotte dal sisma”. Nel Comune di Kurbin operatori Caritas hanno collaborato nella stesura di una lista di famiglie già povere e ora colpite dal terremoto. “Si tratta per la maggior parte di nuclei anziani o di famiglie con bambini, che ora versano in condizioni di vista disastrose”. A Kruja volontari Caritas hanno animato momenti di studio dei più piccoli mentre alcuni medici hanno fatto un giro tra i terremotati per verificare particolari bisogni.

Di Maio. Intanto ieri era a Tirana il Ministro degli Esteri Luigi di Maio: “sono qui per testimoniare, prima di tutto, a nome dello Stato italiano, ancora una volta la piena vicinanza alla comunità albanese dopo quello che è successo con gli eventi sismici delle ultime settimane”. Di Maio ha fatto visita alla tendopoli allestita dalla protezione civile italiana a Vora, a 20 km a sud di Tirana. Dal Ministro degli Esteri, che ha incontrato i vertici politici del Paese, sono arrivate anche parole di sostegno all’Albania per l’ingresso nell’Ue. “Ci stiamo lavorando da tanto tempo – ha detto – c’è stata una battuta d’arresto inaccettabile, nell’ultimo Consiglio europeo, e adesso è il momento politico di rafforzare la nostra alleanza e partnership con l’Albania per l’allargamento dell’Ue”.

Altri articoli in Europa

Europa