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Budget Ue, i numeri di Oettinger. Priorità a lavoro, clima e sicurezza

Il commissario tedesco ha illustrato la proposta che l'esecutivo trasmette alle autorità di bilancio - Parlamento e Consiglio - per definire le risorse necessarie alle politiche comunitarie del prossimo anno. Impegni per 168 miliardi. Fondi per Erasmus+, Galileo, occupazione giovanile, protezione civile, piccole e medie imprese, controllo frontiere, aiuti umanitari

“Mantenere il sostegno alle priorità comunitarie – occupazione, crescita, giovani, cambiamenti climatici, sicurezza e solidarietà – e preparare la transizione verso il prossimo ciclo di bilancio”. Günther H. Oettinger (nella foto, in un momento di svago), commissario europeo per il bilancio, spiega le linee guida del prossimo budget comunitario per il 2020, il cui schema viene proposto dalla Commissione alle due autorità di bilancio: Parlamento e Consiglio Ue. Si tratta del settimo e ultimo bilancio nell’ambito dell’attuale Quadro finanziario a lungo termine dell’Ue per il periodo 2014-2020. Secondo la Commissione, “è inteso a ottimizzare i finanziamenti per i programmi esistenti e per le iniziative nuove e a rafforzare il valore aggiunto europeo in linea con le priorità della Commissione Juncker”.
Campi d’azione. Il bilancio è elemento essenziale per comprendere quali sono le priorità politiche dell’Unione europea, quali i settori che richiedono maggiori investimenti, quali i programmi che devono essere realizzati per rispondere alle esigenze dei cittadini. Come sempre, lo schema di bilancio viene delineato in questo periodo dalla Commissione, per dar tempo a Parlamento e Consiglio di trovare un accordo entro ottobre-novembre e così poter partire, dal 1° gennaio successivo, con tutti i finanziamenti necessari alle politiche dell’Unione, che spaziano – secondo le competenze Ue stabilite nei Trattati – dalla ricerca all’ambiente, dalla sicurezza al commercio, dalla concorrenza al sostegno alle piccole e medie imprese, dalla promozione agricola e della pesca alla salvaguardia della salute pubblica e dei consumatori, fino alla protezione civile negli Stati Ue e agli aiuti umanitari nei Paesi terzi.
Ambiente e clima. Secondo la proposta della Commissione, le risorse del bilancio 2020 “saranno destinate ai seguenti settori prioritari: economia competitiva e giovani; rafforzamento della sicurezza e della solidarietà nell’Ue, cambiamenti climatici”. Il 21% del bilancio complessivo proposto per il 2020 sarà destinato proprio alla lotta ai cambiamenti climatici. Il progetto di bilancio per il 2020 comprende, tecnicamente, due importi (impegni e pagamenti) per ciascun programma da finanziare. Per “impegni” si intendono i finanziamenti che possono essere stabiliti nei contratti in un determinato anno, mentre i “pagamenti” sono gli importi effettivamente erogati. Il progetto di bilancio per il 2020 ammonta a 168,3 miliardi di euro in impegni (+1,3% rispetto al 2019) e a 153,7 miliardi in pagamenti (+3,5% rispetto al 2019). Il bilancio 2020 e il bilancio a lungo termine (2021-2027) saranno negoziati in parallelo tra gli Stati membri e il neoeletto Parlamento europeo. Come sempre i governi nazionali cercheranno di ridurre l’entità del bilancio che per la massima parte è composto da trasferimenti finanziari degli Stati membri in ragione del peso demografico e del Pil.
Erasmus+, Galileo. Osservando alcuni capitoli della proposta della Commissione, spiccano impegni per più di 83 miliardi di euro per incentivare la crescita economica e le regioni europee e i giovani. Di tale importo, 13,2 miliardi andrebbero alla ricerca e all’innovazione (programma Orizzonte 2020); 2,8 miliardi per l’istruzione nell’ambito di Erasmus+; 117 milioni all’iniziativa a favore dell’occupazione giovanile; 1,2 miliardi (+75% rispetto al 2019) andranno a Galileo, il sistema globale di navigazione satellitare europeo; 255 milioni al programma europeo di sviluppo del settore industriale della difesa.

Protezione civile. Scorrendo ancora la proposta di budget per il 2020 della Commissione (la cui cifra totale si aggira, come sempre, attorno all’1% del Pil europeo; il 6% del bilancio va in spese amministrative, il restante 94% si trasforma in investimenti che, sotto forma di fondi, ritornano nei Paesi membri), si notano 420 milioni per l’Agenzia europea della guardia di frontiera e costiera; 156,2 milioni al nuovo programma rescEu, “potenziamento dell’attuale meccanismo di protezione civile per rispondere più efficacemente a terremoti, incendi e altre catastrofi”; 560 milioni raggiungerebbero “le persone bisognose e i rifugiati in Siria e le comunità che li ospitano nella regione”.

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