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L’Europa contro le mafie. Don Ciotti porta a Bruxelles l’agenda “Chance”

Il presidente di Libera illustra una serie di proposte legislative e operative per il contrasto su scala continentale alle mafie e alla criminalità organizzata. Repressione, ma anche prevenzione, educazione e "risveglio delle coscienze". "Dobbiamo puntare sulla corresponsabilità, su comportamenti quotidiani virtuosi, su un’etica incarnata nella vita quotidiana. È il linguaggio della democrazia, il vocabolario del noi"

Bruxelles: alcune immagini della conferenza sull'agenda "Chance" e la lotta al crimine organizzato svoltasi al Parlamento europeo con don Ciotti (foto SIR/Marco Calvarese)

“Le mafie sono tornate più forti di prima in Italia. E nessun Paese europeo può dirsi estraneo o sentirsi al riparo. Il crimine organizzato non ha confini, fa affari ovunque, ed è capace di usare le più moderne e sofisticate tecnologie per i suoi traffici”. Una criminalità senza frontiere, pervasiva, capace di introdursi nella finanza, di sfruttare il mercato della droga, delle armi, lucrando persino sulla tratta. Don Luigi Ciotti, presidente di Libera, fa risuonare la sua denuncia al Parlamento europeo. Non è la prima volta che arriva a Bruxelles per lanciare un grido di allarme e, al contempo, per proporre agli eurodeputati e alle istituzioni Ue un’“agenda politica” con proposte legislative e azioni sul campo. “Sì alle azioni di repressione – dice –, ma per battere le mafie al contempo servono prevenzione, collaborazione tra politica e società, valorizzazione del volontariato, azione culturale nelle scuole”. Una ricetta che passa “dal ristabilire la dignità della persona, dal superamento degli egoismi e dei nazionalismi. I veri regimi – afferma – nascono dall’anestesia delle coscienze e dall’ignoranza”.

Una nuova “opportunità”. “Chance vuol dire opportunità. Ecco, siamo qui per questo, per costruire, insieme, una nuova opportunità per contrastare il crimine organizzato, le mafie, la corruzione”, che “sono parassiti della società e del sistema economico”. Don Ciotti ha partecipato il 3 aprile a una conferenza internazionale al Parlamento europeo, a Bruxelles, per presentare una “agenda politica”, promossa proprio da Libera su scala continentale, il cui titolo è appunto “chance”: Civil Hub Against orgaNised Crime in Europe. Invitato dall’eurodeputata Elly Schlein, Ciotti ha discusso con deputati di vari Paesi e con rappresentanti di varie sigle europee che convergono verso “Chance”.

Etica incarnata nella vita. “Occorre una rete europea, perché – dice Ciotti – è tempo di costruire reti, dare risposte globali a un problema globale, che è la criminalità organizzata”. “Ciascuno deve fare la propria parte – afferma il presidente di Libera – per contrastare sistemi mafiosi e corruttivi che si insinuano nella società e prima ancora nelle nostre coscienze”. “Per far questo, dobbiamo puntare sulla corresponsabilità, su atti e comportamenti quotidiani virtuosi, su un’etica incarnata nella vita quotidiana. È il linguaggio della democrazia, appunto il linguaggio della corresponsabilità. Il vocabolario del noi”.

Leggi e azioni politiche. “Chance”, agenda politica contro il crimine organizzato, presentata da Libera, contiene dapprima un’analisi del fenomeno mafioso in Europa (affari stimati per 110 miliardi di euro l’anno, 1% del Pil Ue) e, poi, una serie di proposte per agire, su scala europea, nel contrasto alle mafie. Tra le proposte: definizione legislativa di “criminalità organizzata”; rilancio di una collaborazione diretta tra la società civile e le istituzioni europee; confisca dei beni criminali; rafforzamento della protezione delle vittime; promozione di una iniziativa legislativa nell’Ue in materia di protezione dei testimoni. Ogni proposta è declinata in un progetto o iniziativa legislativa su scala Ue. Chance chiede anche il potenziamento della lotta al riciclaggio, una strategia “più incisiva” contro il traffico di droga, la cooperazione “più efficiente” nella lotta al traffico di esseri umani, il contrasto al crimine contro l’ambiente; la lotta al commercio di armi… Don Luigi Ciotti specifica: “È urgente un risveglio delle coscienze. C’è bisogno di un’opera quotidiana di cittadini capaci di tradurre la voglia di cambiamento in forza di cambiamento. Oggi il futuro ci chiede di uscire dalle nostre paure, il futuro ci chiede di andargli incontro”.

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