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Europarlamento: ecco come cambia l’emiciclo di Strasburgo. Sorprese in Polonia, Germania e Francia

L'ufficio stampa del Parlamento europeo diffonde nuove rielaborazioni di sondaggi nazionali. In Polonia avanza il centrodestra europeista, in Francia cresce En Marche di Macron, exploit dei Verdi in Germania, in Italia la Lega sale. Socialisti primi in Spagna. Nel complesso le forze a vario titolo schierate a favore dell'integrazione comunitaria detengono la maggioranza, nonostante il calo complessivo di Popolari e Socialdemocratici

Il Parlamento europeo a Strasburgo (foto SIR/Marco Calvarese)

Bene Piattaforma civica in Polonia, Verdi in Germania, Fidesz in Ungheria, En Marche in Francia, Lega in Italia e Socialisti in Spagna. Calano il PiS (partito di governo) a Varsavia e i Cinquestelle a Roma. Spiccano queste novità nelle seconde proiezioni dei risultati elettorali del 23-26 maggio rese note oggi al Parlamento europeo a Bruxelles. Non si tratta di un nuovo sondaggio, come specificato dal servizio studi e dall’ufficio stampa dell’Euroassemblea, ma della rielaborazione di sondaggi nazionali in tutti i 27 Stati membri; proiezioni, queste, rese note solo dieci giorni dopo le precedenti (18 febbraio). Gli scostamenti sono in genere modesti e occorre sempre tener conto che, a tre mesi dal voto, la campagna elettorale, che dovrebbe orientare le scelte dei cittadini, non è ancora realmente partita e non si conoscono – salvo qualche anticipazione e indiscrezione – i candidati alla carica di eurodeputati.
Come cambia l’emiciclo. Nelle nuove proiezioni sul voto del 23-26 maggio per il rinnovo dell’Europarlamento il Partito popolare europeo è oggi accreditato di 181 seggi, 3 in meno rispetto a due settimane fa. I Socialisti & democratici restano stabili a 135 (con un significativo calo rispetto all’attuale rappresentanza a Strasburgo). Terzo gruppo sarebbe (il condizionale è d’obbligo trattandosi di proiezioni) quello dei Liberali, fermi a 75 seggi. Poi gli euroscettici dell’Enf (Europa delle nazioni e della libertà, gruppo cui aderisce la Lega), anch’essi fermi a quota 59.
Crescono i Verdi (sulla spinta dei Verdi in Germania) da 44 a 49 seggi; sale la Gue (sinistra unitaria), da 46 a 47 seggi. Calano ancora i conservatori dell’Ecr (Conservatori e riformisti europei, orfani dei britannici), da 51 a 46; scende anche l’altro gruppo eurodubbioso Efdd (Europa della libertà e della democrazia diretta, con gli eurodeputati 5Stelle), da 43 a 39 eurodeputati. Da 10 a 8 seggi calano i “non iscritti”, mentre gli “altri” (formazioni politiche che non hanno ancora scelto a quale gruppo parlamentare aderire, fra cui il francese En Marche di Emmanuel Macron) passano da 58 a 66 seggi. In generale si considera confermata una maggioranza europeista al Parlamento europeo, pur richiedendo alleanze che comprendano almeno Popolari, Socialdemocratici e Liberali oppure Verdi.

Le proiezioni del voto polacco

In Germania un terzo di voti alla Cdu. Le 167 pagine diffuse a Bruxelles dall’ufficio stampa dell’Europarlamento sostengono che in Francia il movimento En Marche cresce (23,5% dei voti, con 24 seggi), supera e distacca il Rassemblement National di Marine Le Pen (19,4%, 19 deputati). In Germania la Cdu/Csu di Angela Merkel raccoglie un terzo dei voti (33,0%); bene i Verdi, secondo partito (19,0%), con un vero e proprio exploit; seguono i Socialdemocratici (18,0%), mentre la destra conservatrice ed euroscettica di Afd si ferma al 10%. Significative le novità in Polonia dove la Piattaforma civica (centrodestra europeista) arriva al 37,5% e supera di slancio il partito di governo euroscettico PiS (36,3%). In Spagna il Partito socialista è saldamente al primo posto (26,8%), seguito da Popolari (20,0%) e Ciudadanos (17,3%).

L’Italia euroscettica. In Italia cresce ancora la Lega (33,3% di voti, 28 seggi), calano i Cinquestelle (24,3%, 21 seggi), ritocco al ribasso per il Pd (16,9% con 14 seggi), lieve aumento per Forza Italia (9,1%, ottiene 8 seggi), stabile Fratelli d’Italia (4,4%, per 4 seggi). Tutte le altre forze politiche restano sotto allo sbarramento del 4%. Dal confronto con i dati precedenti, l’Italia si conferma, assieme all’Ungheria, il Paese più euroscettico d’Europa. Le scorse proiezioni – per un confronto – assegnavano i seguenti risultati alle forze politiche italiane: Lega primo partito con 27 seggi a Strasburgo (su 76 eurodeputati italiani) e una percentuale di voti pari al 32,4%. Al secondo posto si collocava il Movimento 5 Stelle con 22 seggi (25,7% di voti); poi il Partito democratico, con 15 seggi (17,3%). Forza Italia raggiungeva l’8,7% di consensi, con 7 seggi. Fratelli d’Italia era accreditato di 4 seggi (4,4%).

 

 

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