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Incontro anglicani-cattolici: Leicester per due giorni capitale dell’ecumenismo

Nella cittadina britannica si danno appuntamento, il 16 e 17 gennaio, cinquanta vescovi, metà dei quali anglicani e metà cattolici. Il reverendo Worthen spiega al Sir: “Spiritualità, teologia e convivenza saranno gli ingredienti dell’incontro”. Agenda fitta: liturgie e dibattiti, riflettori puntati sulla Dichiarazione “Camminare insieme sulla strada”

A Leicester, cittadina del centro di Inghilterra con un’importante tradizione di dialogo interreligioso, mercoledì 16 e giovedì 17 gennaio cinquanta vescovi, metà anglicani e metà cattolici, si incontreranno per una due giorni di convivenza ecumenica. È uno degli appuntamenti che si ripetono ogni due o tre anni e consentono ai partecipanti di avviare preziosi rapporti di stima, amicizia e collaborazione. “Spiritualità, teologia e convivenza. Questi saranno gli ingredienti dell’incontro di Leicester”, spiega al Sir il reverendo Jeremy Worthen, segretario per i rapporti ecumenici del “Council for Christian Unity”, ente della Chiesa di Inghilterra che si occupa di migliorare le relazioni tra le diverse Chiese cristiane. “Quest’anno tocca a noi anglicani organizzare la due giorni che sarà a porte chiuse e alla quale parteciperanno, oltre ai vescovi, rappresentanti degli uffici stampa e personale amministrativo”.

Dialogo, un altro passo. Gli incontri sono cominciati quando il documento “Crescere insieme nell’unità e nella missione”, messo a punto dalla Commissione internazionale “Iarcuum”, che promuove i rapporti pastorali tra le due Chiese, ha raccomandato “appuntamenti regolari, tra i vescovi delle due Chiese, per approfondire la fiducia e l’amicizia nell’amore vicendevole di Cristo”.

Parole scritte nel 2006, cinque anni dopo l’avvio della “Iarcuum”, che ha il compito di implementare il lavoro teologico

delle commissioni “Arcic”, cominciato a metà anni Sessanta, dopo il primo incontro ufficiale tra un Papa, Paolo VI, e un arcivescovo anglicano, Michael Ramsey. Seguirono, a quella prima dichiarazione congiunta, una serie di documenti su temi come l’Eucarestia, il ministero ordinato, la visione della figura di Maria. Mentre il dialogo si intensificava e i rapporti tra le due Chiese diventavano sempre più fraterni anche a livello locale, nuovi ostacoli nascevano come il sacerdozio femminile e la benedizione di unioni gay. “Le questioni che ci separano sono complicate”, spiega il reverendo Worthen, “e il problema fondamentale, che continua dai tempi della Riforma di Enrico VIII, ai quali risale la spaccatura tra le due Chiese, riguarda l’autorità”.

Il programma. A Leicester i vescovi cattolici e anglicani pregheranno insieme. “Cominceranno mercoledì 16, al loro arrivo, con un momento guidato dagli anglicani e si ritroveranno alla sera nella cattedrale di Leicester per la tradizione di evensong, le preghiere della sera”, spiega Worthen. “Il giorno dopo, giovedì 17, toccherà ai vescovi cattolici concelebrare una messa nella chiesa del monastero domenicano di Holy Cross, nel centro della città, alla quale i vescovi anglicani sono liberi di partecipare se lo desiderano. La preghiera conclusiva, a mezzogiorno, sarà ancora guidata dalla Chiesa d’Inghilterra nel centro conferenze, appena fuori la cattedrale, dove verrà ospitato l’incontro”.

Stare insieme. La cittadina di Leicester, diventata famosa, a livello internazionale, dopo il ritrovamento dello scheletro di Riccardo III, è stata scelta perché si trova proprio al centro d’Inghilterra ed è, quindi, facilmente raggiungibile, dalle varie diocesi del Paese. “Ai tempi della scoperta delle ossa un dialogo è stato avviato su dove il re dovesse essere sepolto e quale tipo di rito si sarebbe usato e sono proprio domande di questo tipo che alimentano il dialogo ecumenico”, spiega ancora il reverendo Worthen.

“Il valore di incontri di questo tipo è la possibilità che danno ai vescovi di incontrarsi, parlare e stare insieme”.

Teologia ed ecumenismo ricettivo. Al centro dell’incontro la Dichiarazione della terza Commissione Arcic intitolata “Camminare insieme sulla strada. Imparare a essere la Chiesa. Locale, regionale, universale”, con la quale viene inaugurato il metodo dell’ecumenismo recettivo che consiste nel discernere ciò che appare trascurato o sottovalutato nella propria tradizione e chiedersi se questi elementi sono stati articolati meglio nell’altra tradizione. “È un approccio di successo, usato in tutto il mondo, che ci consente di guardare attentamente ai nostri limiti. Un esempio potrebbe essere il fatto che i cattolici sono più attenti a livello di comunione globale mentre gli anglicani sono più efficaci a livello locale”, conclude il reverendo Worthen.

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