Romania al timone dell’Unione. Obiettivi ambiziosi e ostacoli politici

Il governo di Bucarest detiene la presidenza semestrale, fino al 30 giugno, in una fase delicatissima della vita dell'Unione europea. Brexit, budget di lungo periodo ed elezioni dell'Europarlamento tra le sfide principali. Ma la situazione politica interna non aiuterà la premier Viorica Dancila. Il 9 maggio a Sibiu un summit per rilanciare l'integrazione

Stretta di mano tra Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione Ue e Viorica Dancila, premier romena. Nelle altre foto: l'incontro tra Commissione e governo di Bucarest, il logo della presidenza semestrale e alcune immagini della Romania

“Coesione, valore comune europeo”: è il motto scelto dal governo della Romania che dal 1° gennaio ha assunto la presidenza di turno del Consiglio dei ministri dell’Ue. Un semestre delicatissimo, nel quale dovrà essere risolto in sede Ue il dossier per il recesso del Regno Unito, definito – o almeno abbozzato – il Quadro finanziario pluriennale 2021-2027, preparando al contempo le elezioni dell’Europarlamento, che cadranno nei giorni 23-26 maggio.

Principali obiettivi. Il semestre a guida romena sarà segnato da eventi e temi che “avranno un impatto decisivo sul futuro dell’Unione” si legge sul sito ufficiale della presidenza (www.romania2019.eu). Il governo della Romania, guidato dalla socialdemocratica Viorica Dancila, “si concentrerà sulla ricerca di soluzioni che riflettano sia gli interessi degli Stati membri sia la visione delle istituzioni europee, agendo nello spirito di un’Europa più forte e più unita”. Quattro i pilastri della presidenza, che giungerà al 30 giugno 2019: convergenza, sicurezza, ruolo globale dell’Ue, valori comuni europei quali democrazia, libertà e rispetto per la dignità umana sia in Europa che al di fuori dei suoi confini. Tra gli intenti dichiarati figurano: promuovere ricerca e innovazione, digitalizzazione e connettività, al fine di “aumentare la competitività dell’economia e dell’industria europea”; maggiore attenzione alle questioni migratorie “facilitando il dialogo tra gli Stati membri trovando soluzioni per una politica Ue della migrazione e di asilo efficace e sostenibile”. Inoltre: portare una maggiore attenzione alla lotta al razzismo, alla xenofobia, all’antisemitismo; “sostenere le iniziative legislative incentrate sul progresso sociale e ridurre i divari di sviluppo, di opportunità tra uomini e donne, nonché garantire l’accesso all’istruzione e alla formazione per le categorie svantaggiate”; riaffermare l’importanza del Mar Nero nell’agenda dell’Ue.
Situazione politica delicata. Obiettivi e impegni rilevanti, dunque, che metteranno alla prova il governo di Viorica Dancila, duramente contestato in sede nazionale: l’accusa delle opposizioni e delle piazze si concentrano sul livello di corruzione dilagante e sui provvedimenti che lo stesso governo ha portato all’attenzione del parlamento lasciando intravvedere un allargamento delle maglie della giustizia proprio nel campo della lotta alla corruzione e al clientelismo. Alcuni giorni or sono il presidente della Commissione Ue, Jean Claude Juncker, in un’intervista al quotidiano tedesco Die Welt, aveva espresso seri dubbi sulla capacità del governo di Bucarest di reggere le sorti dell’Unione in una fase tanto delicata. La Romania era peraltro finita sotto la lente d’ingrandimento del Parlamento europeo nello scorso autunno, assieme ai casi della Polonia e dell’Ungheria.

Il calendario. La situazione politica interna è stata resa oltremodo complicata da una mozione di sfiducia verso il governo e persino da un latente scontro tra governo e presidente della Repubblica, Klaus Iohannis. Nel frattempo la “macchina organizzativa”, politica e diplomatica per guidare l’Ue si è messa in moto. Il 5 dicembre scorso il governo della Romania ha incontrato la Commissione Ue per verificare programma e agenda del semestre, che fra l’altro prevede il 29 marzo l’uscita di Londra dalla “casa comune”, il 9 maggio un grande summit europeo nella cittadina romena di Sibiu con l’intento di rilanciare il processo d’integrazione alla vigilia delle elezioni dell’Europarlamento. Per Viorica Dancila l’appuntamento del 9 maggio (giorno della Festa d’Europa) dovrebbe “confermare l’impegno generale a favore di un’Europa unita, consolidata ed efficace”, fornendo “i principali orientamenti strategici per il futuro dell’Unione”. All’impegno del governo romeno dovrà poi corrispondere una reale volontà degli altri governi dei Paesi membri di procedere sulla strada della convergenza: atteggiamento tutt’altro che scontato…

Le voci degli eurodeputati. Marian-Jean Marinescu, vicepresidente del Partito popolare europeo, interpellato dal sito dell’Eurocamera (www.europarl.europa.eu), dichiara: “La presidenza rumena si sovrappone a un’agenda ricca di temi scottanti, come l’immigrazione, il Brexit, il bilancio a lungo termine e la ridefinizione del futuro dell’Unione europea. Dal mio punto di vista, i negoziati per il budget sono il banco di prova sia per la Romania sia per l’Ue, perché ridefinire il futuro della comunità europea richiede una trasposizione concreta di politiche e finanziamenti”. Victor Boștinaru, vicepresidente dei Socialisti e democratici sottolinea: “Mi piacerebbe credere che il summit di Sibiu possa stabilire una visione in cui prevalgano la solidarietà e l’unità. Mi aspetto, inoltre, che il summit porti a un accordo sul budget. Credo che durante la Presidenza rumena debba essere definita in maniera più chiara la politica di difesa dell’Europa”. Laurențiu Rebega, europarlamentare dei Conservatori e riformisti: “Sarebbe un’ottima cosa se la Romania potesse rilanciare i progetti di coesione politica, i quali potrebbero anche far rinascere la speranza e la fiducia nei cittadini europei”. Norica Nicolai, esponente liberaldemocratico, dichiara: “Brexit e Quadro finanziario pluriennale segneranno il futuro dell’Unione. In questo contesto di crescita dei populismi e degli estremismi, spero che la Romania possa consolidare i valori pro-Europa”.

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