Matera e Plovdiv, la cultura europea passa da qui. Un anno all’insegna della creatività

Il capoluogo della Basilicata e la cittadina bulgara detengono nel 2019 il titolo di Capitali europee della cultura. L'obiettivo dell'iniziativa comunitaria è di valorizzare la diversità culturale, creare sviluppo sociale ed economico, favorire turismo, incontri e conoscenza, creare senso di comunità, rigenerare le aree urbane. Nei prossimi giorni sono previste le inaugurazioni ufficiali alla presenza dei commissari Ue

Una veduta di Matera. Sotto, home page dei siti di Matera e Plovdiv Capitali europee della cultura 2019 e Tibor Navracsics, commissario Ue per la cultura

Matera vista da Bruxelles. La Capitale europea della cultura 2019 (assieme alla cittadina bulgara Plovdiv) è sotto la lente d’ingrandimento continentale. Lo sguardo Ue è positivo e d’ammirazione per la bellezza paesaggistica e naturale del capoluogo lucano, ma anche per la capacità di mobilitare la realtà locale, producendo eventi e promuovendo relazioni che rispondono – dal 1985 – all’obiettivo primario delle Capitali europee della cultura.

Tra gli eventi di maggior rilievo nel programma di Matera 2019 che colpiscono la Commissione europea figurano “le mostre ‘Ars Excavandi’, uno sguardo contemporaneo alla storia e alla cultura dell’architettura ipogea, ‘Rinascimento riletto’, viaggio attraverso il passato artistico della Basilicata e della Puglia, e ‘La poetica dei numeri primi’, una mostra sulla centralità della matematica nel lavoro di artisti di tutte le età”. Tibor Navracsics, commissario europeo per l’istruzione e la cultura, rivolge oggi un messaggio alle due città che nel 2019 detengono appunto il titolo di Capitali europee della cultura: “I programmi di Plovdiv e Matera mostrano il futuro che queste città immaginano per se stesse e per l’Europa, celebrando al contempo i propri straordinari patrimoni secolari”. Tale iniziativa “unisce le persone e mette in evidenza il ruolo della cultura nella costruzione di un’identità europea”.

Secondo Navracsics entrambe le città “contribuiranno ad assicurare l’impatto a lungo termine del successo dell’Anno europeo del patrimonio culturale che, nel corso del 2018, ha dimostrato come la cultura possa trasformare in meglio le nostre città e regioni”. Il programma di Matera, organizzato all’insegna del motto “Open Future” (futuro aperto), si concentrerà, secondo la Commissione, “in particolare sull’inclusione sociale e culturale e sull’innovazione collaborativa”. Dal canto suo Plovdiv è la prima città bulgara ad essere scelta come Capitale europea della cultura: ha sviluppato un programma annuale di eventi intitolato “Together” (insieme).

Matera (www.matera-basilicata2019.it) sarà fra l’altro teatro della prima rappresentazione en plein air, in collaborazione con il Teatro San Carlo, dell’opera “Cavalleria Rusticana” e, spiega una nota diffusa a Bruxelles, “di 27 progetti sviluppati con le comunità creative locali e altri partner europei”. Le cerimonie di apertura avranno luogo il 19 e 20 gennaio “e riuniranno duemila musicisti provenienti da tutta la Basilicata e da molte altre parti d’Europa”. Il commissario Navracsics sarà a Matera e presenzierà alla cerimonia ufficiale di apertura il 19 gennaio.

Plovdiv (https://plovdiv2019.eu) cerca dal canto suo una visibilità internazionale che condividerà con la regione centro-meridionale della Bulgaria e le città di Sofia, Varna e Veliko Tarnovo. Plovdiv “ospiterà più di 300 progetti, tra cui festival e progetti basati sulla comunità, costruiti attorno a temi legati alle caratteristiche tipiche di Plovdiv, alla sua storia, al suo patrimonio culturale e alle sfide che la città deve affrontare”. I visitatori potranno partecipare a diverse attività: “dalla scoperta dell’alfabeto cirillico attraverso varie mostre a coproduzioni teatrali in collaborazione con le comunità balcaniche occidentali, rom e turche”. Le cerimonie di apertura avranno luogo dall’11 al 13 gennaio e prevedono una serie di eventi al coperto e all’aperto, tra cui uno spettacolo di musica, luci e danza la sera del 12 gennaio. La commissaria per l’economia e la società digitali Mariya Gabriel presenzierà alla cerimonia di apertura a Plovdiv il 12 gennaio.

L’iniziativa della Capitale europea della cultura ha ormai una lunga storia alle spalle, essendo stata avviata nel 1985 da Melina Mercouri, allora ministro greca della cultura. Nel tempo si sono sommati molteplici significati e scopi all’iniziativa: valorizzare la diversità e la creatività culturale, creare sviluppo sociale ed economico, favorire turismo, incontri e conoscenza, creare senso di comunità, rigenerare le città. Le quali vengono selezionate sulla base di un programma culturale che “deve presentare una forte dimensione europea, promuovere la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli abitanti e contribuire allo sviluppo a lungo termine della città e della regione circostante”. Sono 58 finora le aree urbane insignite del titolo, che mostra un impatto a lungo termine, non solo nell’ambito della cultura ma anche sul piano sociale ed economico, sia per la città che per la regione circostante. Le Capitali europee della cultura 2018 sono state La Valletta (Malta) e Leeuwarden (Paesi Bassi). Dopo Plovdiv e Matera nel 2019, le future Capitali europee della cultura saranno Fiume (Croazia) e Galway (Irlanda) nel 2020; Timișoara (Romania), Eleusi (Grecia) e Novi Sad (Serbia, paese candidato) nel 2021.

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