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Germania: congresso “salutare” per la Cdu. Continuità fra Merkel e Kramp-Karrenbauer

Cambio alla guida dell’Unione cristiano democratica tedesca. L'assise del partito ha consentito un ampio e approfondito dibattito interno. La nuova leader esponente di spicco dell'area cristiano-democratica. E ora la cancelliera può guardare con maggiore attenzione al governo nazionale e all'Europa

Dopo 18 anni da presidente dell’Unione cristiano democratica tedesca (Cdu), Angela Merkel ha consegnato il suo incarico di partito ad Annegret Kramp-Karrenbauer. Il giorno dopo le elezioni nel Land dell’Assia, cinque settimane fa, con un risultato particolarmente misero per la Cdu, la cancelliera tedesca aveva annunciato che al congresso del partito, che si è svolto ad Amburgo lo scorso fine settimana (7-8 dicembre), non si sarebbe ricandidata per la presidenza del partito. Colei che ha preso il suo posto si è imposta nelle elezioni rispetto a due concorrenti. Nelle ultime settimane i tre candidati avevano presentato le loro idee in una competizione estremamente leale in otto conferenze regionali, seguite da circa 15mila membri del partito e confrontandosi con le domande dei partecipanti. Queste conferenze hanno riscosso attenzione nell’opinione pubblica e hanno ricevuto molti apprezzamenti in quanto processo democratico innovativo per la scelta della leadership di un partito.
Questa campagna ha avuto un effetto rinvigorente sulla stessa Cdu, che nei mesi successivi alla formazione della coalizione di governo con i socialdemocratici in primavera, si era mostrata divisa e piuttosto apatica. Si è percepito che la Cdu può avere un futuro anche dopo Angela Merkel. I tre candidati alla successione nella presidenza del partito, durante la campagna, hanno dimostrato sia eccezionale competenza sia forte personalità, e tutti e tre sarebbero stati adatti per la più alta carica nel partito e nello Stato.
In primavera, Annegret Kramp-Karrenbauer (56 anni), che ora guida il partito, era stata nominata della signora Merkel come segretario generale del partito, avendo alle spalle dieci anni come ministro in diversi dicasteri e primo ministro in Saarland; Friedrich Merz (63), un avvocato di successo, alla fine degli anni ’90 è stato per un periodo presidente del gruppo parlamentare Cdu-Csu al Bundestag, per poi abbandonare la politica 10 anni fa e dedicarsi ai suoi doveri professionali; Jens Spahn (38 anni) è dalla primavera ministro della salute nel governo Merkel.
La scelta tra i tre candidati non è stata una scelta di orientamento tra sinistra e destra, o tra conservatori, liberali e progressisti, come a più riprese è stato affermato dalla stampa e in alcuni ambienti interessati. Naturalmente, i tre hanno ciascuno il proprio profilo e preferenze personali, come anche un proprio stile. Merz e Spahn appaiono più conservatori o liberali, Kramp-Karrenbauer ha un orientamento più cristiano-sociale. Ma si ritrovano tutti e tre nella corrente programmatica del partito. La Cdu è un partito popolare ampio che ha spazio per tanti, nella misura in cui si muovono all’interno di un consenso definito da valori di base cristiano-democratici. Questo vale in particolare per la politica europea e le relazioni internazionali. Più volte nei loro discorsi è stato menzionato il ruolo storico della Cdu come partito europeo.
Angela Merkel rimane cancelliera federale, un incarico che esercita da tredici anni. È stata eletta dal Bundestag tedesco per l’intera legislatura in corso, il che significa fino all’autunno del 2021. Ora dovrà lavorare a stretto contatto con la nuova leader del partito. Nessuno dubita che ciò sia possibile perché le due donne erano già molto legate nel loro lavoro per il partito. La decisione a favore di Kramp-Karrenbauer garantisce la continuità.
Tra l’altro Merkel ha anche annunciato che dopo la conclusione del suo mandato come cancelliera, si ritirerà dalla politica attiva. Quindi Kramp-Karrenbauer potrà assumerne l’eredità anche in questo incarico di governo: in caso di una vittoria elettorale, alla presidenza del Cdu è sempre legata la candidatura per il cancellierato.
È possibile che in questa ultima fase del suo cancellierato, sollevata dall’onere della presidenza del partito, Angela Merkel possa abbandonare la sua cautela e la sua esitazione, che ha sempre mantenuto in vista delle iniziative necessarie per lo sviluppo ulteriore dell’unificazione europea. Il partito, rafforzato nella sua fiducia in se stesso con il rinnovamento avviato e con l’ambiziosa leadership di Annegret Kramp-Karrenbauer, potrebbe incoraggiare la cancelliera in questo senso.

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