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Cop24: celebrazione ecumenica a Katowice. “Chiamati a rinsavire il mondo”

Da Katowice si leva un messaggio ecumenico per la cura del creato. Anders Wejryd, presidente europeo del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec): “Il creato è stato sempre accessibile all’uomo” e oggi costituisce “l’unico ramo al quale possiamo aggrapparci ma che, invece, stiamo cercando in continuazione di spezzare”. Mons. Wiktor Skworc (arcivescovo Katowice): “La motivazione e la ragione della nostra preghiera scaturiscono dalla nostra fede nel Creatore e dal nostro rispetto per il creato”

Le voci di cattolici e luterani unite per la salvaguardia dell’ambiente. Da Katowice si leva un messaggio ecumenico per la cura del creato. Nella città polacca in cui si sta svolgendo la conferenza sul clima Cop24, Anders Wejryd, presidente europeo del Consiglio ecumenico delle Chiese (Cec), già primate luterano di Svezia, ha gridato che “il creato è stato sempre accessibile all’uomo” e oggi costituisce “l’unico ramo al quale possiamo aggrapparci ma che, invece, stiamo cercando in continuazione di spezzare”. Parole pronunciate, domenica 9 dicembre, nella cattedrale di Katowice, dove poco dopo l’arcivescovo cattolico Wiktor Skworc ha avanzato la preghiera di “noi cristiani e tutti gli uomini di buona volontà” affinché “il creato possa essere preservato”.

Anders Wejryd

Parole e preghiere comuni che entrambe mettono in guardia dall’“egoismo” e dalla “miopia” che caratterizzano “la storia dell’umanità così come il suo presente”, ha evidenziato Wejryd. Nella sua omelia, un monito alla finanza.

“Il magnifico mezzo che sono i soldi si è trasformato in un terribile governo del denaro e così il servitore è diventato padrone, mentre il mezzo si è trasformato in obiettivo”.

Guardando, invece, alla situazione ambientale, il vescovo luterano ha indicato nei cambiamenti climatici le cause dei flussi migratori, rimarcando una posizione espressa più volte da Papa Francesco. “Siano solo agli inizi!”, ha esclamato, poiché “arriveranno purtroppo dei giorni molto più drammatici”. Ne parla non con “allarmismo”, ma con “realismo”. Quindi, l’esponente del Cec ha ricordato la comune vocazione:

“Siamo stati chiamati a rinsavire il mondo, a cercare di dare al mondo una direzione più sostanziale che non quella di cercare di accumulare il capitale privato o quella dell’egoismo individualista”.

Le parole del presule luterano pronunciate nella cattedrale della capitale della regione mineraria di Alta Slesia hanno fatto eco a quelle di mons. Skworc: “La motivazione e la ragione della nostra preghiera scaturiscono dalla nostra fede nel Creatore e dal nostro rispetto per il creato”. Motore della preghiera comune, in occasione del Cop24, è stato il Cec, l’organismo di dialogo fra le differenti Chiese cristiane nel mondo, in gran parte protestanti, anglicane e ortodosse.

Wiktor Skworc

Laudato si’: testo di riferimento. L’arcivescovo di Katowice ha, inoltre, indicato la Laudato si’ come testo di riferimento sulle questioni ambientali e le parole di Papa Francesco come quelle di “un profeta nel deserto del mondo d’oggi”. Il presule ha chiesto ai partecipanti alla conferenza sul clima di “pregare per coloro che hanno a cuore l’evangelizzazione del mondo e per coloro che tengono al bene della nostra casa comune”. A Katowice, in questi giorni, sono in corso anche incontri meno istituzionali e più confessionali. Gli aderenti alle organizzazioni cattoliche che partecipano alla conferenza climatica hanno incontrato l’Osservatore della Santa Sede presso le Nazioni Unite, mons. Bernadito Auza. Il diplomatico vaticano ha osservato che l’avverbio “più” gli sembra la parola più usata durante la conferenza cui viene chiesto “un impegno maggiore a favore del clima, più azioni e ambizioni maggiori”.

“Anch’io voglio usare quella parola per dire che bisogna essere più impegnati nella vita spirituale affinché essa porti frutti sotto forma di una ‘conversione ecologica’”.

Inoltre, numerosi rappresentanti di diversi movimenti e organizzazioni cattoliche del mondo – anche italiane – hanno partecipato nella città polacca alla manifestazione in difesa del clima gravemente minacciato dall’uso del carbon fossile e di altre fonti non rinnovabili di energia. Al termine della marcia, che ha attraversato il centro città, i dimostranti si sono incontrati per discutere di teologia e di ecologia con padre Joshtrom Isaac Kureethadam, coordinatore del settore di “Ecologia & Creato” del Dicastero vaticano per il Servizio dello sviluppo umano integrale.

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