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Germania: partiti popolari in crisi, ma la democrazia tedesca rimane solida

Il voto in Baviera ha segnalato una forte contrazione dei consensi per la Csu, alleata alla Cdu della cancelliera Merkel. Forte ridimensionamento della Spd. Crescono invece i Verdi e le forze populiste. Ma le strutture democratiche sono "resistenti" anche agli scossoni elettorali, così come significativo si dimostra l'"aggancio" all'Unione europea. Attesa per i risultati del voto in Assia del 28 ottobre

(Foto: AFP/SIR)

Dalle elezioni in Baviera del 14 ottobre, la Germania politica è in tumulto. L’Unione cristiano-sociale (Csu), che ha governato la Baviera quasi ininterrottamente per 70 anni, con il 37,5% dei consensi raggiunti ha registrato il suo peggior risultato dal 1950 e ha perso la maggioranza assoluta nel parlamento del Land. Anche il suo storico avversario, il Partito socialdemocratico (Spd), ha vissuto una debacle: con il suo 9,5%, per la prima volta rimane al di sotto della soglia del 10%. L’hanno sorpassato non solo i Verdi (18%), ma anche il partito regionale bavarese Liberi elettori (11%) e il nazional-populista Alternativa per la Germania (10%), che per la prima volta è entrata nel parlamento bavarese.
È iniziata così la fine dei due ex partiti principali che sotto la guida di Angela Merkel formano a Berlino una “grande coalizione”? Nei risultati regionali di queste due correnti e partiti, sul cui contributo si è fino a oggi fondato lo sviluppo di successo della Repubblica federale tedesca del dopoguerra, molti osservatori vedono di fatto un ri-orientamento di fondo degli elettori tedeschi, considerato che anche a livello nazionale Cdu e Spd hanno a poco a poco perso sempre più consensi. Secondo un sondaggio rappresentativo Cdu/Csu sono attualmente solo al 27%, la Spd al 14% e insieme non raggiungono più il 50%. Senza una terza forza, non sarebbero in grado di formare una coalizione di governo in futuro. Questo indebolisce il governo in carica e accende il dibattito sulla fine del cancellierato di Angela Merkel. Data la situazione, al congresso del partito della Cdu a dicembre Merkel si ricandiderà ancora come presidente del partito? E chi, in alternativa, potrebbe diventare il suo successore? La “grande coalizione” sopravvivrebbe a un cambiamento alla guida del Cdu?Naturalmente, le ragioni di una tale situazione stanno anche nelle scelte politiche dei partiti e nel modo in cui i suoi leader si presentano e comunicano queste politiche. Ma al di là di ciò, in questi cambiamenti così sorprendenti del comportamento elettorale si riflettono soprattutto cambiamenti sociali e “strutturali”. Questo risultato è confermato anche dal successo dei Verdi, che, nel loro stile e nella loro politica, in buona misura rappresentano la concezione di vita e le attese delle giovani generazioni e della popolazione delle città, istruita, informata e benestante.
I Verdi governano già nella maggior parte dei 16 Länder tedeschi come partner di coalizione della Cdu o dell’Spd. Nel Baden-Wuerttemberg, essendo il partito più forte, il primo ministro è un verde. Domenica 28 ottobre nelle elezioni in Assia, dove hanno governato bene con la Cdu per quattro anni, potranno di nuovo ottenere un risultato eccezionale e superare l’Spd nella sua terra d’origine.
La crisi dei partiti popolari, che per 70 anni in Germania hanno garantito con la ricostruzione e il cammino verso l’unificazione dell’Europa la stabilità, la crescita e la prosperità tedesca, metterà in pericolo questa stabilità? Non è previsto. Perché l’ordine costituzionale tedesco, saldamente stabilito con le sue istituzioni forti così come la partecipazione voluta dal popolo della Germania nelle strutture dell’Unione europea, rappresentano un argine. Dopo tutto, il federalismo tedesco offre molte opportunità per reagire in modo flessibile ai cambiamenti e persino ai cambiamenti improvvisi senza conseguenze distruttive nel contesto del sistema politico.
Per inciso, ad eccezione dei partiti di estrema destra e sinistra, tutte le forze politiche in Germania, e in particolare il nuovo tipo di partito emergente, i Verdi, sono garanti dell’ordine democratico e dell’integrazione europea.

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