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Comece: mons. Jean-Claude Hollerich nuovo presidente. “Pronto a collaborare con tutti per costruire la nostra casa comune”

È mons. Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, il nuovo presidente della Comece, la Commissione degli episcopati dell’Unione europea. A eleggerlo sono stati i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Unione europea, riuniti dal 7 al 9 marzo a Bruxelles per la loro assemblea plenaria. Secondo il nuovo Statuto, resterà in carica per cinque anni, dal 2018 al 2023. Succede al card. Reinhard Marx, che ha guidato la Comece per due mandati di tre anni ciascuno (dal 2012 al 2018).

“Pronto a lavorare con tutte le persone di buona volontà che si dedicano al rispetto e alla tutela della dignità umana”. “I cristiani non rappresentano un gruppo di interesse, ma cittadini europei impegnati a costruire l’Europa, la nostra casa comune”. Sono parole all’insegna del dialogo quelle che il nuovo presidente della Comece, la Commissione degli episcopati europei, monsignor Jean-Claude Hollerich, arcivescovo di Lussemburgo, ha pronunciato subito dopo la sua elezione. Secondo il nuovo Statuto, resterà in carica per cinque anni, dal 2018 al 2023. Succede al cardinale Reinhard Marx, che ha guidato la Comece per due mandati di tre anni ciascuno (dal 2012 al 2018). Sono stati nominati anche i quattro vice presidenti, scelti seguendo un criterio di rappresentanza territoriale: mons. Noël Treanor (Irlanda), mons. Mariano Crociata (Italia), mons. Jan Vokal (Repubblica Ceca) e mons. Franz-Josef Overbeck (Germania).

È stata una giornata importante per la Comece, quella di ieri (8 marzo). Riuniti in assemblea plenaria, i vescovi delegati delle Conferenze episcopali dell’Ue hanno eletto la nuova presidenza ed hanno deciso di “inaugurare” il nuovo corso celebrando una solenne Messa per l’Europa nella chiesa Notre Dame du Sablon, nel cuore di Bruxelles, a pochi passi dalle sedi istituzionali dell’Ue. Una preghiera per l’Europa perché – ha detto il cardinale Reinhard Marx – in questo tempo dove “la tensione è aumentata ad ogni livello” e i cuori sono invasi da “odio e sfiducia, i popoli europei e le istituzioni dell’Unione non cessino” di

”continuare a camminare sulle vie dell’unità e dell’amicizia”.

Eccola, la Chiesa europea, chiamata a lavorare a fianco e in dialogo con le istituzioni dell’Ue per dare “un’anima all’Europa”, come aveva chiesto Papa Francesco a Roma, in occasione del dialogo (Re)thinking Europe. Ma la sua missione più difficile in un tempo di crescenti populismi, sarà quella di fare in modo che i popoli di questo continente tornino ad appassionarsi a questo progetto di pace e riconciliazione. “È tempo di ritrovare speranza e coraggio”, ha aggiunto Marx: “Dio ha uno sguardo su tutta l’umanità. È Padre di tutti, credenti e non credenti, e la Chiesa è chiamata a essere uno strumento di unità” perché laddove “l’odio e la sfiducia hanno creato fossati, noi possiamo costruire ponti e favorire un’atmosfera di amicizia”.

Monsignor Hollerich è un uomo di dialogo. È un gesuita. Nel 1981 è entrato nella Compagnia di Gesù e ha seguito la formazione dei gesuiti della Provincia del Belgio meridionale e del Lussemburgo. Ha trascorso gran parte della sua vita a Tokyo, dove ha emesso i voti perpetui nella chiesa di sant’Ignazio. Ha insegnato all’Università Sophia di Tokyo, e dal 1999 è stato cappellano degli studenti della medesima Università e poi rettore. Il 12 luglio 2011 Benedetto XVI lo ha nominato arcivescovo di Lussemburgo. È attualmente anche presidente della rete “Giustizia e pace Europa” che è composta da più di 30 Commissioni nazionali ed ha come scopo quello d’intervenire nel dibattito pubblico su questioni relative alla giustizia sociale, alla costruzione della pace e alla protezione dell’ambiente.

Si respira qui a Bruxelles un’aria di grande collaborazione tra l’Ue e la Chiesa cattolica, frutto sicuramente dell’attenzione che Francesco ha rivolto a questa istituzione, fin dall’inizio del suo Pontificato. Jean-Claude Juncker, presidente della Commissione europea, ha voluto essere presente al “ricevimento di addio” organizzato dalla Comece e dalla rappresentanza dello Stato di Baviera presso l’Ue per la fine dei due mandati alla guida della Comece del cardinale Marx. “Le Chiese, la Chiesa cattolica, hanno un ruolo importante perché sono fondate sui valori come l’Unione europea”, ha detto senza esitare e ha aggiunto:

“Senza i valori non c’è Europa”.

È stato monsignor Paul Gallagher, segretario per i rapporti con gli Stati (Segreteria di Stato della Santa Sede), ad indicare la strada: “Credo che una parte della missione della Chiesa sia sempre quella di cercare la verità, presentare i problemi con sobrietà, conoscere le difficoltà e farlo in modo da incoraggiare e generare la speranza”. Si tratta insomma di “affrontare i veri problemi, con coraggio e senza paura, e coinvolgere tutti gli attori politici e sociali per cercare insieme le soluzioni, per creare unità e non divisioni in questo tempo”.

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