This content is available in English

Ecclesia in Europa: una sola voce, ispirata al Vangelo, per un continente unito

Alla fine del suo mandato come presidente della Comece, il card. Reinhard Marx ripercorre questa esperienza e indica alcune linee guida di cooperazione della Chiesa in Europa: la comune testimonianza, sui passi del Vangelo, a beneficio dei cittadini europei. L’Assemblea della Commissione degli episcopati della Comunità europea si svolge a Bruxelles dal 7 al 9 marzo

Poco dopo la mia consacrazione episcopale nel 1996, ero stato a Bruxelles per conoscere il lavoro della Comece. Particolare però per me è stato partecipare, nell’aprile 2004, al pellegrinaggio a Santiago de Compostela, organizzato dalla Comece in occasione dell’allargamento dell’Unione europea a dieci Stati dell’Europa centrale e orientale. Felici e grati che si fosse finalmente raggiunta l’unificazione tra Est e Ovest, avevamo ripercorso questo antico pellegrinaggio europeo.

San Giovanni Paolo II ci aveva parlato dei “due polmoni” con cui l’Europa deve respirare.

Con quell’immagine egli aveva chiarito che Oriente e Occidente dipendono l’uno dall’altro e si combinano per formare un tutt’uno. Nel 2004 in molti parlavano di “riunificazione dell’Europa” e non di un allargamento verso est dell’Unione europea.
Se guardiamo oggi alla convivenza in Europa, in particolare alla convivenza tra Oriente e Occidente, emerge un’evidente disillusione. Le società e la politica nelle diverse regioni d’Europa si guardano criticamente l’un l’altra. Molti europei occidentali criticano la perdita dello stato di diritto e della democrazia in importanti Stati dell’Europa centrale e orientale. Molti europei dell’Est accusano l’Occidente di essersi svenduto e di mancare di radicamento nei valori cristiani, mentre talvolta vedono l’Unione europea come un nuovo dominio straniero.
In questa situazione di tensione politica e d’incomprensione reciproca a livello sociale, la Chiesa ha un ruolo importante da svolgere. È una costruttrice di ponti tra Oriente e Occidente, tra persone e opinioni. In particolare, i vescovi sono chiamati a costruire sempre e di nuovo simili ponti, a cercare ciò che accomuna e a rimanere in dialogo. Perché, nonostante il forte attaccamento ai nostri Paesi e culture, noi come Chiesa universale dobbiamo anche dare una testimonianza comune e non possiamo pensare solo in base a categorie nazionali. Per questo la lettera post-sinodale di Giovanni Paolo II del 2003 porta il titolo “Ecclesia in Europa”, non “Ecclesiae in Europa”. Questo è un impegno per noi, Conferenze episcopali in Europa.

La Comece è garante del fatto che anche sul piano politico ci sia la Chiesa in Europa e non le Chiese in Europa.

Essa costituisce la piattaforma su cui si svolge il dialogo tra le Conferenze episcopali. Forse dovremmo consolidarlo molto di più in futuro. In ogni caso, il lavoro della Comece è più importante che mai se noi come Chiesa vogliamo prendere una posizione comune su importanti questioni civili e sociali. A questo ci ha impegnati anche Papa Francesco nel suo discorso al Parlamento europeo nel 2014, quando ha sottolineato “la disponibilità della Santa Sede e della Chiesa cattolica, attraverso la Commissione delle Conferenze episcopali europee (Comece), a intrattenere un dialogo proficuo, aperto e trasparente con le istituzioni dell’Unione europea”. In tutti questi anni mi sono impegnato molto volentieri in questo dialogo e continuerò a farlo.
Tuttavia, la Chiesa in Europa deve avere anche un’adeguata competenza politica europea. Ciò vale, da un lato, per la competenza dei contenuti da parte del Segretariato della Comece a Bruxelles e dall’impegno delle singole Conferenze episcopali su questioni europee sono molto importanti. D’altro lato vale sul piano delle strutture: le Conferenze episcopali in Europa devono chiedersi come la doppia struttura dei due organismi europei, Comece e Ccee, possa essere ancora meglio e più fruttuosamente legata. Ciò è particolarmente vero alla luce dell’ampliamento dell’Ue verso est del 2004 e in vista degli allargamenti futuri.
In ogni caso, come Chiesa in Europa, non lasciamoci dividere l’una dall’altra, ma insieme rendiamo la nostra testimonianza, anche e soprattutto nelle questioni politiche ed etico-sociali. La Chiesa cattolica ha un chiaro orientamento europeo.

(*) arcivescovo di Monaco-Frisinga e presidente della Comece

Altri articoli in Europa

Europa