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Nella Gran Bretagna del Brexit regna la superstizione. Breve viaggio tra leggende, gazze ladre e numeri 13

Un Paese moderno, economicamente forte, simboleggiato dalla City, che ha scelto di lasciare l'Ue nel nome dell'autosufficienza. Con una caratteristica insospettata: la scaramanzia spesso detta legge. Così 10 milioni di britannici dichiarano di non camminare mai sotto una scala: in 9 milioni si dicono certi che un vetro rotto significa 7 anni di sventura. Natalie Orefice, portavoce di “Catholic Voices”, commenta per il Sir: “Ogni cultura ha qualche superstizione. Come cristiani non dovremmo farci guidare da queste credenze ma da Dio”

Il “Cross Keys Inn” di Tebay (Regno Unito)

Al “Cross Keys Inn”, pub che è anche un bed and breakfast, a Tebay, in Cumbria, sulla strada che dall’Inghilterra porta alla Scozia sono sicuri. Quella leggenda locale che vuole che Mary Baines – nata nel 1721, “zitella” un po’ eccentrica e considerata una strega dagli abitanti del posto perché bruttissima e troppo amante degli animali – abbia maledetto il posto ha un fondamento. “Alla maggior parte di noi non è mai successo nulla, ma mia figlia e un’amica che lavorava qui sono rimaste bloccate in una delle twins, le camere doppie con letti singoli separati, alla fine del corridoio, senza che vi fosse una spiegazione. La chiave nel buco della porta era sparita”, racconta Dawn Wolstenholme, una cameriera. “È anche capitato che delle sedie siano state spostate senza motivo. Una, per esempio, si trovava nel bar, sotto il tavolo, proprio come adesso, e poi è finita davanti al caminetto senza che nessuno l’avesse toccata”.

Il pub, la strega e i buoni affari. Dawn Wolstenholme sembra sicura e non c’è ragione di non crederle; ma è altrettanto certo che il “Cross Keys Inn” sappia sfruttare questa leggenda locale per attirare clienti se il menu racconta come Mary Baines si fosse arrabbiata con Ned Sisson, che possedeva il pub nel 1721, e l’abbia maledetto. Colpevole di essere il padrone del cane che uccise il gatto di Mary e di averlo buttato in malo modo in un buco. Nella Gran Bretagna ultrasecolarizzata, moderna, economicamente forte e lanciata verso il Brexit,  la superstizione è viva e vegeta e non si limita alle leggende sulle streghe.

La stessa Wolstenholme non si preoccupa del numero 13 ma saluta, con attenzione, ogni gazza che vede sola.

“Buongiorno signora gazza, come sta sua moglie?”. Questa è una delle tradizioni più consolidate del Paese. Quell’uccello, da solo, porta sfortuna e omaggiarlo è un modo per esorcizzare le disavventure nelle quali si potrebbe cadere.

Gazza single o sposata? Anche Jeanine Sepede, anglicana e molto religiosa, soccombe alle contrarietà minacciate dalla gazza single. Dal momento che, di solito, questi uccelli stanno insieme per una vita intera, vederne una da sola significa disgrazia perché quella gazza, si dice, ha perso il marito o la moglie. Se sono in due ecco la gioia di un amore duraturo e il motivo per cui si chiede del partner assente, allontanando, così, l’idea della vedovanza. Certo le gazze ladre oltre la Manica non sono gradite per ovvi motivi e diffusissima è quella canzoncina “One for sorrow, two for joy, three for a girl, four for a boy”, che si insegna ai bambini, fin da piccoli. Jeanine evita di camminare sotto una scala non tanto per rispettare il detto “don’t walk under a ladder” ma per evitare incidenti e usa la stessa porta per entrare e uscire.

Scaramanzia e credenze. Secondo una ricerca condotta dalla “Betway”, società di scommesse online, oltre 10 milioni di persone, nel Regno Unito, evitano di camminare sotto una scala soltanto per paura che porterà loro sfortuna ed è questa la credenza più diffusa e rispettata. Altri 9 milioni sono convinti che un vetro rotto voglia dire 7 anni di sventure mentre sono 5,8 milioni i britannici superstiziosi e 800mila quelli che confessano di credere in un paio di mutande fortunate. In 2,7 milioni ammettono di attaccarsi alla convinzione, inculcata in loro quando erano bambini, che se spegni tutte le candeline della tua torta di compleanno in un colpo solo i tuoi desideri diventeranno realtà (credenza diffusa un po’ in tutta Europa). È ancora Jeanine Sepede ad ammettere che evita di camminare sulle fessure del pavimento, “non tanto per superstizione, o per ragioni pratiche”, ma perché glielo hanno “suggerito quando era piccola”.

Il numero 13 è bandito. Né Jeanine né Dawn hanno paura del numero 13, che pure terrorizza milioni di inglesi, se pensiamo che quel numero civico è spessissimo assente dalle strade. Diversi comuni devono consentire ai costruttori di usare il 12a, al posto del 13, perché altrimenti farebbero fatica a vendere l’appartamento o la casa ritenuti sfortunati. Persino nelle “sheltered housing units”, quegli appartamenti pensati per dare ad anziani e disabili l’indipendenza di una casa loro, insieme alla comodità di un custode sempre pronto ad assisterli, il 13 viene evitato. “Non sono per nulla superstizioso”, dice Matthew Barrow, che lavora per una società di spedizioni private. “Non saluto la gazza solitaria né ho paura di camminare sotto le scale. Cerco di prendere l’aereo in una data col 13 perché i biglietti costano molto di meno”. Irene O’Malley, ex assistente sociale, è invece abbastanza superstiziosa e tocca legno quando vuole evitare qualcosa ma ammette che il numero 13 si è spesso rivelato fortunato anziché sfortunato per lei.

Dio guida la nostra vita. “Ogni cultura ha qualche superstizione. Come cristiani non dovremmo farci guidare da queste credenze ma piuttosto da Dio”, commenta Natalie Orefice, portavoce di “Catholic Voices”, un gruppo avviato dalla Chiesa cattolica di Inghilterra e Galles per diffondere il Vangelo nei media britannici.

“Una persona religiosa è piena di speranza perché sa che è Dio a controllare tutto”, è lui che guida la nostra vita.

“La fede in Cristo dovrebbe essere più forte di qualunque pressione sociale che spinge a seguire un certo mito ‘culturale’. Insomma la superstizione non dovrebbe condizionare la vita dei credenti”.

 

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