L’Abbazia di Neuzelle due secoli dopo potrebbe riaprire le porte. Monaci costruttori di ponti

Fondata nel 1268, fu chiusa dallo Stato prussiano nel 1817. Ma l'ordine Cistercense, grazie alla vivace realtà austriaca di Heiligenkreuz, ha intenzione di rilanciare questa presenza spirituale e culturale nella ex Germania dell'est. Il priore, padre Simeon Wester OCist, ne chiarisce le prospettive

Nel corso di una visita di 14 giorni presso l’antica abbazia cistercense di Neuzelle, nel Brandeburgo (ex Germania est), effettuata da quattro monaci provenienti dall’abbazia austriaca di Heiligenkreuz, si sono svolti colloqui sull’ipotesi promossa dal vescovo di Görlitz, mons. Wolfgang Ipolt, di ridare vita all’istituzione monastica chiusa da quasi due secoli. Da parte di tutti i responsabili ecclesiastici e politici c’è stato un parere positivo oltre a grande disponibilità a collaborare con l’ordine Cistercense. Padre Simeon Wester OCist, priore di Heiligenkreuz, che ha partecipato alla visita a Neuzelle, spiega il progetto.

 

Quale eredità porta l’abbazia di Neuzelle alle chiese germaniche e che ruolo potrebbe svolgere oggi?
Come qualsiasLavena Piorei altra abbazia, anche Neuzelle ha conosciuto, fin dalla sua fondazione, nel 1268, alti e bassi della vita spirituale, sociale e politica, fino alla sua chiusura avvenuta nel 1817 da parte dello Stato prussiano. Dal medioevo in poi, le abbazie cistercensi del Brandeburgo hanno contribuito in modo significativo allo sviluppo spirituale, religioso e culturale di questo Paese. Quando, a 199 anni dalla chiusura dell’abbazia di Neuzelle, si pensa di riaprirla, ciò avviene naturalmente nell’intento di riportarla a vita nuova secondo la sua originaria destinazione monastica. Secondo la Regola di san Benedetto, le abbazie del nostro ordine sono luoghi di glorificazione del Signore, sia attraverso la preghiera e l’adorazione sia attraverso il lavoro fisico e spirituale. In tutti i tempi, le abbazie sono state frequentate da molte persone, sia credenti che non credenti, in quanto luoghi del silenzio,  di preghiera, della ricerca del senso e della riflessione. La riapertura di un’abbazia ubicata in un’area per lo più caratterizzata dall’ateismo, può aiutare anche oggi le persone a porsi nuovamente le domande importanti della vita in un luogo spirituale, e a trovare le risposte.

 

La rinascita di Neuzelle in che modo si potrebbe inserire in questo percorso di rievangelizzazione nei Lander della ex Ddr?
Il “desiderium naturale”, la nostalgia naturale della persona a ricercare in Dio il senso, l’origine e la finalità della propria esistenza, è indistruttibile. Due dittature hanno tentato di farlo e hanno fallito. La nostalgia di un incontro con Dio cresce, soprattutto in coloro che sono lontani dalla fede e dalla vita nella Chiesa. Abbiamo fatto ripetutamente proprio questa esperienza nel corso delle nostre visite a Neuzelle. L’essere umano non cessa di chiedere di Dio, di cercarlo, di ascoltarlo e di rispondergli. Attraverso la loro preghiera e il loro lavoro, i monaci vogliono far riferimento a Dio e aiutare le persone che chiedono e cercano ad entrare in colloquio con Dio.

 

L’abbazia di Heligenkreuz sta svolgendo un ruolo di risveglio della fede in tutto il mondo germanico. Quale il profilo del vostro impegno?
Negli ultimi anni, l’abbazia di Heiligenkreuz ha avuto il dono di molte vocazioni: infatti attualmente la nostra comunità consta di 92 monaci e si è verificato un forte effetto sinergico tra la nostra abbazia quale centro spirituale, l’università in costante crescita con circa 300 studenti e col lavoro mirato dei media, volto a sottolineare particolarmente la bellezza e la gioia della nostra fede. Un’abbazia può svilupparsi bene se i propri compiti fondamentali della preghiera e del lavoro vengono combinati in modo ragionevole con le possibilità esistenti in loco. La nostra intenzione a Neuzelle è appunto di arricchire le strutture esistenti e consolidate della convivenza ecclesiastica, culturale e sociale con la nostra preghiera e il nostro lavoro.

 

La riproposta dei valori monastici e la spiritualità di san Robert de Molesme come si inseriscono nella nuova evangelizzazione?
Fin dalla fondazione dell’ordine, avvenuta nel 1098, i cistercensi sono animati dal desiderio di mostrare a un mondo spesso straziato dalle divisioni che esiste una vita in comunità caratterizzata dall’unità, dall’unità nell’amore che viene da Dio stesso. È questo il carisma particolare del nostro ordine: creare una vita comunitaria di persone con caratteri molto diversi, attraverso la misericordia ricevuta da Dio. Ciascun monaco, al momento della vestizione e della professione, riceve l’impegno della misericordia di Dio e dell’ordine, che gli vengono trasmessi attraverso l’abate e i fratelli. La misericordia sperimentata e vissuta fino alla morte è la garanzia della nostra unità. Una rifondazione a Neuzelle potrebbe portare alla luce proprio questo carisma del nostro ordine, ossia costruire ponti tra est e ovest (Neuzelle è situata presso il confine tra Germania e Polonia, ndr.), costruire ponti tra le confessioni cristiane e infine costruire ponti con i non battezzati che rappresentano la maggioranza a Neuzelle.

Il vero ponte, quello tra cielo e terra, è costruito nel segno della croce. Attraverso la croce, le persone sperimentano la misericordia e la grazia di Dio.

Monaci nel cuore dell’Europa. La storia si ripete…
Direi che questo è il messaggio appassionante di qualsiasi nuova evangelizzazione: Dio è misericordioso e giusto. Dio non fa differenze. Dio vuole attrarre a sé tutte le persone di buona volontà. Il programma pastorale a Heiligenkreuz è molto semplice: “Vieni e vedi!”. L’Europa di oggi cerca unità e umanità. Noi crediamo e siamo fiduciosi del fatto che ripensare alle radici spirituali dell’Europa, fondate nel monachesimo benedettino, sia l’ancora di salvezza che donerà speranza e pace del cuore a molte persone in questi tempi confusi.

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